Archive for August, 2007

…piccole gioie

…della mia vita in Turchia…

Frutta!!!

La frutta qui costa la meta’ che in Italia, a volte anche meno. Ed e’ tutta buona, buonissima. Pesche, cigliegie, fichi, uva… da Cem compravo un sacco di frutta al supermercato sotto casa. Era praticamente l’unica cosa che mangaivo, perche’ quando fa tanto caldo non ti viene tanta fame. Mi piaceva sbucciare tutta la frutta, tagliare le pesche, mettere tutto su un unico piattone colorato e lasciarlo in frigo. Poi quando Cem tornava da lavoro ci siedevamo insieme a chiaccherare e bere una birra mangiando la frutta gia sbucciata (ho provato a cucinare per lui un paio di volte, ma non ha amato molto la mia cucina)

Çay!

I turchi bevono te’ come matti. Il te’ turco si chiama ciai. E’ un te’ ristretto, come il nostro caffe’ rispetto a quello tedesco. Lo bevono in questi bicchierini piccoli piccoli e per mescolare lo zucchero usano cucchiai ancora piu’ piccoli e lo bevono sempre. Se mangi al ristorante il çay e’ incluso, non lo devi pagare. E dovunque vai e con chiunque stai ti offrono sempre un po’ di çay.

Fumo!

Qui non c’e’ la nostra legge salutista, si puo’ fumare dappertutto! Per un fumatore e’ una gioia. Cem non fuma. All’inizio andavo a fumare sul balcone e me lo trascinavo dietro, perche’ di solito la sera la passiamo a chiaccherare. Dopo un po’ si e’ stufato di seguirmi fuori e mi ha dato il permesso di fumare in casa.

Libri…

e’ un periodo in cui leggo un sacco. A Istanbul mi accompagnava Il vagabondo delle stelle, di Jack London, che ho quasi finito, ed e’ molto bello. A Istanbul tutte le distanze sono gigantesche. Ci metti un’ora minimo per andare in qualsiasi posto, ma di solito anche di piu’. Mi sono ripromessa che portero’ sempre con me un libro da leggere in autobus.

Politica

La politica turca e’ stupida e irritante quando quella italiana. Io e Cem parliamo praticamente solo di quello, visto che gli argomenti personali non si toccano e passiamo la giornata io da sola e lui a lavoro. Per le strade di Kartal, il quartiere in periferia dove stiamo, i muri sono ricoperte di scritte di sinistra ricoperte dal simbolo delle tre lune, che e’ il simbolo del partito nazionalista islamico. Oppure il simbolo di quel partito e’ coperto da falci e martelli, o cose cosi’.

Cem mi ha praticamente detto che se voglio posso andare a vivere da lui per i prossimi sei mesi. Ci ho pensicchiato anch’io, ma la cosa mi inquieta non poco. Prima di tutto ho il terrore che prima o poi ci provi.. il che mi metterebbe in una situazione non poco brutta, anche perche’ lui e’ l’unico amico che ho a Istanbul. Poi e’ un uomo grande e lavora, e io pensavo di lanciarmi in una divertita vita universitaria. Poi vive a un ora dall’universita’… e poi quella rimarrebbe sempre e comunque casa sua… d’altra parte pero’ starei da lui quasi gratis e poi li so gia’ che mi trovo bene… bho)_?!

Stefano invece non si e’ piu’ fatto sentire da quando sono partita. Ogni volta che apro la posta e non ci sono email sue sento una cosa brutta allo stomaco e spero che sia solo perche’ non ha ancora controllato le email.

Samsun

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Sono a Samsun infine. Ho preso l’autobus per venire fin qui, in un attacco di pigrizia e perche’ mi hanno convito tutti a farlo. Ma San Leopoldo mi ha punito… prendere l’autobus e’ stato un incubo. La stazione da cui sono partita altro non era se non un parcheggio, con un casino di autobus, un bordello allucinante, non riuscivo a trovare il mio e poi e’ arrivato con un’ora e mezza di ritardo e con altrettanto ritardo a Samsun. Sono qui da stamattina. Ho girato un po’ per il quartiere dell’hotel con la mia coordinatrice. L’hotel e’ un posto abbastanza sfigato vicino al mare, ma lontano da facolta’ e centro storico. Ho il bagno in camera e una piccola cucina. Nessuno degli altri ragazzi del corso (4 tedeschi e 2 cechi) e’ ancora arrivato, cosi’ in uno dei miei attacchi di solitudine ho fatto la spesa e sono tornata a casa con 3 sacchetti pieni e una pentola. Poi mi sono all’improvviso accorta che mi mancavano un sacco di cose: uno strofinaccio, uno scolapasta, una spugnetta per lavare i piatti e il sapone per farlo, un cucchiaio o qualcosa per mescolare quello che sto cucinando, ecc… ma ho deciso che potro’ ben fare meno di tutto cio’ e per pranzo mi sono fatta una pasta al sugo scotta (il fornello e’ elettrico: un inferno). Mangiare in posti pubblici da sola mi mette davvero l’angoscia.

Anche se non e’ spiacevole stare qui, cosi’ come non era affatto spiacevole stare da Cem a Istanbul continuo a chiedermi che piffero ci faccio qui.

Uno: mi manca Stefano come non mi sarei mai aspettata. Ho voglia di vederlo e di sentirlo e penso a tutti i disastri che ho combinato con lui e mi viene voglia di sbattere la testa contro il muro.

Due: qui intorno e’ pieno di orti. Quando lavoravo la terra dopo un po’ mi scocciavo del lavoro fisico: monotono e faticoso. Ora invece appena vedo un orto vorrei passeggiarci dentro, vedere che verdura c’e’, riconoscere le piante, odorarle… e poi mi piacerebbe anche occuparmi di loro. Ma perche’ sono venuta a fare una cosa fighetta come l’erasmus e non la wwoofer???

Infine oggi mi sono tagliata i capelli perche’ mi davano davvero fastidio, da sola, per la prima volta. Ma li ho fatti troppo corti. Bhe’, entro il mio ritorno in Italia ricresceranno…

Quanti nuovi o vecchi lettori ho? Mi lasciate un commento?

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San Leopoldo, protettore degli autostoppisti

In un autogrill sulla Torino Venezia, uno di quelli grandi, col ponte e il ristorante, c era una cappella. Siccome non avevo mai visto cappelle negli autogrill sono entrata. C era una statuetta in legno di San Leopoldo. Ho pensavo che era un coincidenza favorevole e ho deciso di eleggere San Leopoledo protettore degli autostoppisti_ metti caso che esiste davvero e mi sta ascoltando… tantovale provare a chiedere qualche piccolo favore.

E ho fatto uno degli autostop migliori della mia vita: Novara- Istanbul in 36 ore esatte!

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Sono partita da Novara lunedi mattina alle 9 e mezza (mi scuso ma la tastiera turca non possiede accenti…). Un tipo in macchina mi ha lasciato al solito autogrill prima della barriera di Milano. Da li ho trovato una serie di passaggi in camion fino a Lubijana_ tra cui un camionista slovacco che viaggiava col figlio e uno ungherese che non parlava una parola di italiano o di inglese. Alle 7 di sera ero a
Lubijana e stava diluviando, in un autogrill abbastanza sfigato. ci sono rimasta per 3 ore… mentre mi convincevo sempre di piu che la notte non sarei riuscita a muovermi di li. Ho chiesto ad un bel po di camionisti passaggi, ma quasi tutti si fermavano a dormire in quella stazione di servizio. Dopo un bel po che giravo tra ? camion col kway e i sandali, sotto la pioggia, presa malissimo e spaventata da tutto e
non chiedevo nemmeno piu passaggi perche avevo paura di richiedere un passaggio alla stessa persona e farci una figuraccia, si e avvicinato un tipo e mi ha offerto un passaggio (wow!)… fino a Belgrado (wow!).

Erano due camionisti serbi, che viaggiavano insieme sullo stesso camion. Giovani e simpatici… parlavano 5 parole di inglese in croce e io mi ricordavo ancora 5 parole in serbo… ma e stato grandioso, con 10 parole in comune e gesti siamo riusciti a comunicare e ci siamo anche un bel po divertiti… la conversazione si svolgeva piu o meno cosi: uno dei due mi diceva una frase in serbo. Io sgranavo gli occhi e mostravo di non aver capito nulla e loro si mettevano a gesticolare e a spiegare come potevano quello che volevano dire.

Siamo arrivati al confine con la Serbia alle 4 e mezza del mattino e loro mi hanno detto che si sarebbero fermati a dormire fino alle 10, per poi proseguire per Belgrado. Io vevo visto abbastanza movimento, nonostante l ora notturna, e cosi gli ho ringraziati e ho continuato ad autostoppare. Mi sono messa dopo il confine, all uscita dei camion (speravo sempre di beccare un camion turco, c n erano in giro molti). Faceva un freddo cagnaccio e tirava vento. Di macchine ne passavano poche e camion ancora meno. Dopo un po si e fermata una macchina italiana che andava in romana, quindi mi poteva portare fino a Belgrado… ma ho rifiutato il passaggio convinta che il confine fosse un buon punto da cui trovare passaggi anche piu lunghi.
Cosi ho aspettato altre 3 ore al freddo, maledicendomi per aver rifiutato quel passaggio… finche…

Finche ho trovato il passaggio piu lungo della mia vita! Si e fermato un tipo con una mercedes vecchissima dalla targa strana. Era di Cipro (come si chiamano gli abitanti di Cipro??). Era un tipo affascinante e simpatico e parlava anche bene inglese… cosi ci siamo fatti tutto il viaggio insieme e mi ha lasciato sotto casa di Cem, il tipo che mi ospita qui a Istanbul. 1100 km o forse di piu con lo stesso passaggio! E cosi sono arrivata prestissimo perche eravamo in macchina e lui non si e mai mai fermato.

Era un individuo simpaticamente losco. Aveva 38 anni e il fascino degli uomini di mezz eta dei film. Come lavoro comprava mercedes usate in Germania e le rivendeva a Cipro a prezzo doppio. Aveva due passaporti, ma non mi ha voluto spiegare cosa se ne facesse. Mi ha lasciato fumare e dormire in macchina, mentre continuava a guidare. Guidava come un pazzo, faceva dei sorpassi azzardatissimi che mi facevano venire la pelle d oca. Aveva con se una scorta di patatine e biscottini perche dalla Germnia a Cipro non si fermava davvero mai. Solo per fare benzina e dormire (4 ore a viaggio in tutto) e quindi mangiava schifezze guidando. E poi e stato proprio carino perche mi ha lasciato qui sotto casa di Cem (e il tipo che ha ospitato me e Attilio l anno scorso).

Ieri ho fatto un giro a Istanbul. La cosa che mi angoscia di questa citta e che e cosi grandissima e immensa che non riusciro mai a visitarla tutta, a conoscerne i confini.

Eppure e strano, andare in giro per Istanbul da sola mi mette tantissimo a disagio. Mi sento cosi diversa dagli altri, sento che si vede lontano un miglio che sono occidentale… eppure vedo i turisti in giro e non mi sento affatto come loro!

Continuo a chiedermi come sara vivere qui sei mesi… ancora l idea mi sembra strana.

Cmq l autostop mi ha messo addosso un sacco di energie positive e voglia di muovermi e viaggiare. La cosa strana e che l autostop mi piace farlo da sola. Odio autostoppare con altra gente, la cosa mi angoscia davvero tanto… ma quando sono ferma in un posto odio stare da sola.

Domani o dopodomani ripartiro per Samsun, dove faccio il corso di turco. Giro col dizionario e qualche parola l ho gia imparata… ma il turco e una lingua davvero difficilissima! Non esistono gli articoli ne cose tipo: a, per, di, di… ci sono solo i sostandivi con vari suffissi improbabili, che fanno vedere l articolo e i casi e vengono fuori queste parolone buffe e lunghe, come in tedesco.

Con la Turchia c e il fuso orario di un ora, c e un ora in piu che in Italia.

…ora vado a mangiare e in citta, alla ricerca di una buona cartina per fare l autostop e di una scheda turca.

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Back!

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Sono tornata!

Da quando lavoravo in frabbrica sono successe mille cose e ora che ho di nuovo qualcosa da raccontare ricomincio a scrivere il mio blog!

Ho lasciato il lavoro (e Attilio) a febbraio. Ho cominciato a girare l’Italia col Wwoof, ho conosciuto Stefano… sono stata in un sacco dı posti, sono stata in Marocco… e continuo a viaggiare in autostop, anche se quest’anno non sono pıu’ piedinudista perche’ ero davvero stufa di tutti gli sguardi che ricevevo per strada….

…e ora ritorno ad allietarvi con le mie avventure…

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