Archive for June, 2006

Perdonatemi!

Perdonatemi, oh miei lettori! Farò una cosa che odio odio odio a morte vedere negli altri blog: copierò il testo di una canzone che è da tre giorni che ascolto senza interruzione. Quel poco ceh capisco dal testo in inglese mi fa pensare che sia bellissima… e mi ricorda un sentimento molto particolare e molto di Attilio….

Sweet Avenue
Jets to Brazil 
tasting you and rain I walk down to the train
try not to look down
this day could one day be an anniversary
everything is light and sound
facing forwards going slowly wait for you to show me
where this train wants to go
living by the hour I stop for every flower
everything is soft and slow
now all these tastes improve through the view that comes with you
like they handed me my life
for the first time it felt right
thank you for making me see there’s a life in me
it was dying to get out
holding you we make two spoons beneath and April moon
everything is soft and sweet
this cigarette it could seduce
a nation with its smoke
crawling down my tired throat
scratches part of me that’s purring
softly stirring
I’m a captain of industry smoking famously
feet up on the windowsill
look at all these trees I feel affinity with
everything so soft and still
budding at my fingertips
touching you I start to bloom
alive with trains and passing ships
soft and sweet along your lips now
I go “oh wow”
thank you for taking me from my monastery
I was dying to get out
with tears of gratitude
I like my latitude
cross town train to you
now all these tastes improve
through the view that comes with you
like they handed me my life for the first time it felt worth it
like I deserved it

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Barefooter(S)!

wow! Che carino: ho fatto un giro per il centro con le miei ospiti. Ragazze tranquille e normalissime, e hanno camminato a piedi nudi per tutta la città anche loro. E’ una cosa sciocca, ma mi ha riempito di infantile e profonda felicità.

Prima di uscire mi ha chiamato Attilio, il mio Pulcino, e siamo stati un sacco al telefono e gli ho raccontato un po’ le mie mille turbe… così ci pensavo passeggiando a piedi nudi stanotte per il centro. Sono in preda a strane crisi e non riesco a mettere a tacere parti di me che non voglio ascoltare. Pensavo che mi sarei sentita meglio dopo aver parlato con lui. Invece non è stato così… anzi…

Ma che mi succede?! Sto lentamente impazzendo… mi faccio qualche pianto con sigaretta pensando a quanto sarà brutto quando ci lasceremo e stare senza di lui, eppure sono qui e potrei cambiare il corso delle cose. Ma ne ho voglia? Se ne avessi davvero voglia starei così male?

E’ come se avessi improvvisamente capito perchè Alice ha lasciato Norberto. E chissà se Attilio mi ha capito, se ha capito, cos’ho, perchè sto così, che succederà…

Oggi per telefono mi ha ricordato che gli avevo promesso che avrei smesso di fumare quando ci fossimo rivisti. In realtà io come una stupida non posso fare a meno di fare certe cose che Attilio mi dice, perchè non posso tollerare che abbia una cattiva idea di me e che non mi pensi come io vorrei che mi pensasse. Non so se vi siete accorti che ho smesso di scrivere i numeri in numeri e di mettere i perchè con la x, qui sul blog…

Sono tante cose sceme, ma mi rompono da morire… chiunque altro non ha queste pretese su di me, e non si fa venire il mal di stomaco se fumo o meno, se cammino a piedi nudi o meno, se mi depilo o meno… mi vogliono tutti bene così come sono. E invece alla persona che mi dovrebbe voler più bene di tutti gli altri… non vado bene.

Ho tanta voglia di vederlo per capire cosa mi sta succedendo, se mi passerà o no, (avrà la santa pazienza che ho avuto io con lui tante volte?). Anche questo mi fa incazzare. Vorrei andare a Bari a trovarlo. Ma allo stesso tempo mi sembra una scemenza. Cosa mi fa incazzare che c’è una cosa che posso fare e che voglio fare e non farla per qualche strana questione di principio.

Intanto, tutto il resto del mondo mi fa sorridere, e mi crogiolo in questa felicità triste…

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piccola riflessione

L’infinita differenza tra il parlare inglese con la tipa americana, le francesi, e con Amado.

L’inglese è o una barriera linguistica. Lo è con la tipa americana. Perchè parla inglese come gli americani e non si capisce un acca, e siccome non abbaimo deep conversation to do… in inglese io non riesco più di tanto a chiaccherare (sai cosa voglio dire… in italiano puoi parlare del tempo per mezz’ore. In inglese dici che il tempo è o bello o brutto e poi è finita li)

Oppure, come con Amado… qualcosa che screma tutto il linguaggio inutile. Cioè che se voglio esprimere un concetto lo faccio in modo semplice e lineare, perchè una lingua non mia non mi permette fronzoli, e in questo caso è anche molto bello parlare in inglese.

Con le francesi invece parlo questo allegro inglese da straniete, infilandoci parole ibride in mezzo che vengono capite, e mi fa allegria.

Ho fatto un pisolino oggi pome, dopo ore passate al computer che mi hanno fatto venire un mal di pancia…! e poi mi sono dolcemente addormentata. Ho sognato che stavo a Novara e dovevo subito tornare qui perchè dovevo aprire ai miei guest. Ed ho anche aperto un occhi in sogno, per controllare di essere davvero a Pisa. E una volta verificato mi sono rimessa a sognare, tranquilla tranquilla perchè era solo un sogno.

Ora faccio una doccia veloce e vado al supermercato con l’americana. Chissà a che ora torna Attilio… non si è più fatto sentire… quando torna ho deciso che lo chiamo, ho tanta voglia di sentire la sua voce!

Forse scritto così non si è capito l’inizio: sono arrivate le mie nuove guest, ieri notte.

Ma non le ho portate in giro per la città. Un po’ perchè erano già in gruppo e un po’ perchè in questi giorni Amado mi ha saturato di contatti umani e l’unica persona con cui ho voglia di passare un po’ di tempo è Alice (bhè, anche se in questo momento starei più volentieri qualche coccoloso attimo con Attilio!).

Ho iniziato un blog in inglese, un un sito che non avevo mai usato prima. Ho pensato di farlo a beneficio di quelli che ospito e che mi ospiteranno, di quelli che vedono il mio profilo, dei miei vecchi amici, tipo quelli dell’Ecuador e così via. Il sito l’ho lincato qui a lato, se vi iscrivete è carino. Naturalmente ci scriverò molto meno, perchè non so quanto durerà questo mio amore per l’inglese….

oggi amo: afternoons naps, le sigarette che mi ha lasciato A., cioccolato, cioccolato, cioccolato…..

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Amado

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Amado è appena partito, l’ho accompagnato in stazione e ci siamo salutati con affetto. Ieri sera mi ha disegnato. Lui è un artista e ritrae le persone o parti del corpo, fa disegni a colori. E’ stata un’esperienza bella e semimistica. Dopo aver passato tutto il giorno insieme ci siamo seduti in soggiorno. Ho messo la colonna sonora del favoloso mondo di A., che a Amado è piaciuta tantissimo. Mi sono seduta a gambe incrociate su una sedia di fronte a lui e lui si è messo di fronte a me. Mi sono sentita come Kate Wislet in Titanic, o qualcosa del genere… gliel’ho anche detto…

Mi ha lasciato fumare un paio di sigarete mentre mi ritraeva. Quello che è stato bellissimo è il modo in cui mi osservava, alzando lo sguardo dal suo lavoro, con quell’aria concentrata e da dietro gli occhiali. Mi guardava in un modo proprio bellissimo, come raramente ti senti guardare. Mi sentivo come se cercasse di trovare dentro di me qualcosa che nessun altro poteva cogliere. Avevo lo sguardo fisso sui suoi occhi e ogni tanto parlavamo, anche se mi era difficile perchè avevo paura di sconcentrarmi e muovermi.

Mentre mi disegnava io cercavo di fare lo stesso con lui. Osservavo ogni piccola stranezza del suo viso, la forma del suo naso, la sua barba non fatta ma rada, le sue sopracciglia, l’ampia fronte, i capelli che gli cadevano sulle spalle e quei meravigliosi occhi penetranti. Immaginavo come dev’essere disegnare qualcuno, come l’avrei disegnato io, i particolari sel suo volto che mi sarebbe piaciuto cogliere.

Abbiamo iniziato a fare l’amore un centinaio di volte, nei miei pensieri, mentre teneva questo suo assurdo sguardo su di me. Poi ho cominciato ad immaginare quanto inifinitamente bello sarebbe se Attilio fosse un artista e fosse lui a ritrarmi e lui a guardarmi in quel modo.

Abbiamo parlato anche un po’ di Attilio. Amado diceva “Doesn’t your man ever look at you in this way?” “I think each man sould look at his girl in this way” con suo bellissimo accento americano un po’ da film. Io gli ho risposto di sì.

E’ venuto fuori un bel ritratto, anche se sembro strana, sembro molto + grande, e mi è venuta un’espressione infinitamente triste (perchè non potevo sorridere per un’ora di fila, quindi ho assunto un’espressione neutra da poter tenere a lungo). L’ho fotografato e lui se l’è portato via.

Non fotografa nessuna delle persone che incontra in questo suo viaggio, si limita a disegnarle.

Sono tornata domenica sera verso le nove. Abbiamo fumato una sigaretta sul balcone parlando del mio autostop e di ciò che aveva fatto quei 2 giorni a casa senza di me. Basically (ho parlato troppo in inglese, mi viene anche da pensare in questa simpatica lingua) era rimasto a casa tuttta la domenica, sul pc. Avendo un po’ di internet a sua disposizione si è praticamente organizzato il prossimo mese di viaggio. Ha trovato altri hosters, un cheap fly to Wienna, eccetera eccetera ed era contento di aver avuto tutta la casa per se per un paio di giorni, dopo 6 mesi di viaggio passati sempre a contatto con la gente.

Poi mi sono piazzata al computer a studiare geografia e sono andata avanti fino alle due. Mi sono risvegliata alle otto e mezza perchè volevo ripetere tutto un’altra volta e così ho fatto. Sono uscita che Amado era ancora a letto, probabilmente rompendogli le scatole un casino, la notte prima e la mattina, ma lui continuava a dire che riusciva a dormire senza problemi anche con la luce accesa e con me che ripetevo ad alta voce.

Tornata a casa dopo l’esame abbiamo mangiato insieme. E’ vergognoso che non abbia mai cercato di cucinare per lui qualcosa di simpatico, buono o un po’ italiano. Non ho proprio voglia in questo periodo. Il massimo di sofisticato che gli ho fatto è stata la pasta con patè di olive freddo sopra, che però gli è piaciuto un sacco.

La cosa bella di lui è il fatto che sia anche lui un fumatore. La persona più gentile del mondo: ho fumato gratis le sue sigarette per quattro giorni e me ne ha lasciate un po’, ora che è partito. E’ un po’ come se fossimo sulla stessa frequenza d’onda. Finiamo di mangiare, ci prendiamo un pezzo di cioccolato, di quelli da 35 centesimi dell’eurospin (che gli sono piaciuti tantissimo e di cui ha fatto scorta) e poi fumiamo una salutare sigaretta.

Siamo usciti e gli ho fatto una foto di fronte al muro dipinto da Keith Haring, che lui ama, e l’abbiamo osservato un po’ cercando di decifrare il significato di alcuni di quegli esserini. E’ meraviglioso come siamo riusciti ad andare avanti a parlare quasi ininterrottamente per ore, in inglese, senza mai finire le cose da dirci. Lui è una persona proprio meravigliosa con cui parlare, ha una cultura meravigliosa, sa un sacco di cose, ha conosciuto tantissime persone ed ha un particolare tatto verso la realtà…

Abbiamo camminato fino alle piagge dove abbiamo parlato, credo per ore, delle responsabilità individuali e collettive… un discorso in cui mi ero persa già una volta con Attilio. Io sostenevo che se muoriamo di cancro per colpa del fumo è colpa delle multinazionali che vendono sigarette. Lui sosteneva che non è vero, perchè fumare è una scelta e solo tu ne sei responsabile: puoi scegliere. Ma quanto gli individui sono davvero liberi di scegliere? Quanto sono inconsciamente influenzati dalla società, da tutto ciò che sta loro attorno? Ma possono scegliere di non lasciarsi influenzare? Quanto, in definitiva, siamo liberi di decidere delle nostre vite? E se non siamo liberi, è una follia o meno sostenere che abbiamo scelto noi di non esserlo? e così via e così via e ci sono venuti fuori un sacco di esempi estrosi e belli. E lui, come tutti gli americani, per fare un esempio attingeva spesso da qualche racconto della sua vita, e così via.

Abbiamo fumato mille sigarette, seduti all’ombra. Poi lui le ha messe nel pacchetto vuoto e le abbiamo buttate, cosa che mi è piaciuta un sacco.

Siamo andati all’eurospin a comprare cioccolato, poi a casa. E tutto senza mai smettere di parlare. Mi ricordava un po’ le folli conversazioni che diversi personaggi di On the Road hanno con Dean, che non smettono mai di parlare, eccetera. E poi la sera mi ha disegnato.

Abbiamo cenato, parlando del proibizionismo negli Stati Uniti, di cui sembrava essere favorevole, ma poi ci siamo fatti un sacco di discorsi spissi e l’ho visto vacillare un po’ nelle sue argomentazioni, anche se so che non cambierà idea. Pur essendo uno che da giovane ha preso tutte le droghe possibili e immaginabili (nonostante i suoi 3000 problemi di salute).

Abbiamo passato ore ed ore su internet (la ADSL è un mostro!). Mi ha fatto vedere la sua web page, che penso linkerò qui accanto, le foto di tutte le sue fidanzate. E nonostante sia basso, piccolino e pieno di cicatrici ne ha avute tantissime e certe donne bellissime… forse ha una specie di fascino, I don’t know.

(Un’altra cosa che amavo del suo inglese è che alla fine di ogni riflessione diceva: Does it make sense?)

Abbiamo parlato ancora della sua malattia, di altra gente che conosce con la sua malattia. E’ strano il suo modo di parlarne, così naturale, come di un viaggio che ha fatto o di una ragazza con cui è stato. L’hanno operato 60 volte, nel corpo ha di tutto, gadget artificiali, come li chiama lui, che lo fanno funzionare. Ho cercato diverse volte di immaginarmi, come dev’essere stare in un corpo come il suo, come ci si sente. Mi raccontava che quando era un bambino non faceva che pensare alla morte, Aveva paura di morire da un momento all’altro, continuavano ad operarlo… e invece adesso è una persona come tutti gli altri e probabilmente mentalemente molto più stabile.

Verso le quattro stavamo per andare a dormire, io non ce la facevo più, stavo in piedi da tante di quelle ore! E lui aveva il treno abbastanza presto. Ma andando in bagno ho visto, fuori sul terrazzo tutto bianco. Siamo usciti e c’era la nebbia (a Pisa, d’estate!!!?), una debbia densissima che m’immaginerei solo a Dublino, che dava a tutto un aria spettrale e magica. Amado, da buon americano (per quanto lui sia il meno americano di tutti gli americani che abbia mai conosciuto), continuava a dire: wow! wow!

La nebbia ci ha ispirato nuove conversazioni e siamo andati a dormire al sorgere del sole. Mai mai mai parlato così tanto in vita mia di seguito con qualcuno. Ma è stato bello.

Naturalmente ha perso il treno. La sveglia non se l’è cagata nemmeno di striscio e gliel’ho spenta io ed è partito oggi pomeriggio e abbiamo dormito tantissimo.

Un pò mi è spiaciuto che sia partito, più che altro perchè immagino che non lo rivedrò mai più, ed è proprio quel genere di persona con cui scorrono pensieri e parole e sigarette, e vorrei che fosse un mio amico tipo Davide o Lali, da andare a trovare ogni tanto e raccontargli di cos’è successo nella mia vita nel frattempo, eccetera…

Vi starete tutti chiedento se dopo tutte queste ore passate insieme e in modo così intenso non siamo finiti a letto insieme avvinghiati in qualche angolo della casa vuota. Sì, un po’ a stupito anche me ^_^, in senso buono. Amado è, come si definisce lui stesso: un gentleman. E nonostante le sue mille donne mi verrebbe da dire che è come se fosse un po’ asessuato. Al contrario di un sacco di uomini, incontrati nei miei giri per il mondo, del sesso non gliene frega proprio niente. Si immerge in questi rapporti umani bellissimi e lì si perde. E’ una sensazione bellissima, avere un rapporto così profondo con qualcuno con cui non vai a letto. E’ come se sentissi che lui riconosce la persona che è in te. Indipendentemente da quello che sei fuori. Come se lui fosse al di fuori e al di sopra di questo mondo fatto di fisicità e di corpi che funzionano, o funzionano male.

Un altro pensiero che ho fatto, in questi bei giorni intensi, è che ho voglia di stare un po’ con Attilio e condividere questo genere di cose con lui. Tutte queste esperienze così intense (è una parola che Amado usava spessissimo, m’è rimasta in testa) è come se a volte mi sentissi un po’ in colpa a viverle senza di lui. Come se sentissi che c’è bisogno di cominciare a fare le cose insieme. Che la mia vita è qui, ed è una cosa un po’ separata dalla sua, come se lui fosse solo qualcuno che vedo ogni tanto. Con la differenza che lo amo, e ci penso spesso. Perchè a volte mi prende questo desiderio altrettanto forte di mettermi lo zaino in spalla e andare a scoprire il mondo da sola. Perchè poi non sei sola ed ogni sconosciuto è un nuovo amico e fai esperienze bellissime. Insomma, come se tutto avesse un pessimo tempismo.

Ho cominciato a pormi domande esistenziali serissime, a riconsiderare un sacco di cose. Ho anche cominciato a sentirmi felice. Va tutto bene. Nulla potrebbe andare meglio. Tutto questo mondo di cose che continuano a girarmi attorno, e Attilio, da qualche parte tra la Slovacchia e l’Austria che torna a casa, e che presto abbraccerò ancora…

Infine, prima che Amado partisse, gli ho detto che volevo fare un guest book, e di scrivermi qualcosa. Lui ha detto che non è bravo a scrivere, e mi ha regalato un suo disegno, bellissimo, di un bimbo dentro ad una pancia. Mi ha sorpreso molto, perchè non credo che regali tutti i giorni i suoi lavori, ci tiene molto. E quel quadro, che mi aveva colpito molto, l’ha fatto dal vivo in un museo di modelli di anatomia a Firenze.

Ecco, oggi amo: quel quadro e i msg di Attilio e la nebbia a Pisa d’estate.

Oh! Life is sooo sooo beautifull (direbbe Amado, col suo accento americano).

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30!

Ho preso 30 nell'esame di geografia!

Qui potete vedere la mia tesina sull'Ecuador… tralaltro ho studiato anche molto + del necessario, ma mi sono proprio presa bene ad un certo punto… ho imparato un sacco di cose interessanti sull'Ecuador che non sapevo pur avendo vissuto lì un anno…

Ora ascolto un po' di simpatica musica di Amado, il tipo texano-cubano, che è radioso e gentile fino allo sfinimento, ma in senso buono. E' andato a prendersi un caffè. Quando torna mangiamo e poi usciamo. Ho preso la macchina fotografica di papà e voglio fare un po' di foto in giro per Pisa…

Sono estasiata dal parlare inglese, oggi mi ci sto divertendo un sacco… e poi è una bella giornata, mi è passata l'angoscia esame e ho un bel senso di soddisfazione. Anche stanotte ho dormito pressochè nulla… sono mentalmente sveglissima, ma sento che il mio corpo non ce la fa più e reggermi in piedi, tanto che in certi momenti tremo…

cmq, per oggi è tutto! mando un bacio a chi mi legge e un bacione se a leggermi è Attilio!

oggi amo: gli esami che vanno bene, la musica inedita, la pietra calda sotto i piedi, il modo in cui Amado parla inglese e… la pasta col patè di olive che cucinerò tra poco!!!

^_^ oggi sono felicemente inebetita, mi sembra di aver finito qualcosa e ora ce ne sono altre mille da iniziare e non vedo l'ora di buttarmi!

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Family e drammi con me stessa

Questo è uno dei peggiori ritorni a casa, forse di tutto l'anno. mamma non sta bene, è incazzata col mondo, continua ad arrabbiarsi per sciocchezze. Un po' perchè ieri notte ho fatto geografia fino alle 4 a.m., un po' perchè mi sono abituata a riordinare con molta più calma, avevo lasciaro lo zainetto e i pantaloni (puliti) per terra e l'accappatoio sui gradini del letto. Stamattina, alle 9 Matteo mi ha svegliato e subito mamma è entrata in camera, come un'invasata, con l'aspirapolvere a pulirmi la stanza, incazzandosi a morte per la roba in giro.

Ma ti pare che devi farti venire il mal di stomaco per due cose per terra e rovinarti la giornata con me per così poco? poi mi dice: "non hai rispetto". Questa cosa mi manda in paranoia e cerco sempre buone ragioni per dimostrarmi che esagera un po'.

Mi ero ripromessa di assecondare i suoi piccoli scleri sulla pulizia della casa… ma non l'ho fatto solo per negligenza… d'altra parte lei si è incazzata come una iena perchè era gia un po sclerata di suo, non solo per questa piccola cosa…

Il lato materno e femminile della mia famiglia è fatto di donne un po' matte e sull'orlo di una crisi di nervi (che è anche il titolo di un film di Almodovar).

Mia nonna, che vedete nella foto del post di ieri, ha convissuto per quattro anni o giù di lì con un uomo (mio nonno è morto prima che io nascessi). Vivevano a casa di mia nonna, pagavano a metà l'affitto e le rate della macchina (una di quelle che si guidano senza patente). Questo tipo si chiamava Venerino, era un uomo dall'aria mansueta e non riesco nemmeno a presupporre la sua età. mia nonna l'ha cacciato di casa sostenendo che avesse un amante (cosa chiaramente non vera) e ora il poveretto dorme nell'orto e non ha nessun posto dove andare…

Lo aiuterei volentieri, se non fosse che oggi riparto. Ho anche pensato di chiedere perchè non lo si ospitava per qualche giorno, o non lo si aiutava a trovare una nuova casa (poverino, è anziano e non tanto sveglio!)… per la logica che ci sono letti liberi di qua. gente che dorme fuori di la. Ma non ho detto nulla: in questi due giorni sembrano tutti arrabbiati con me e probabilmente non verrei ascoltata.

Cmq mia nonna che butta fuori il fidanzato di casa mi sembra una cosa assurda. Da un giorno all'altro, senza nemmeno dargli il tempo di cercare un altro posto dove stare.

Mia nonna e mia mamma probabilmente sono abbastanza simili di carattere. Spesso ho tanta paura di essere così anch'io, ma non voglio assolutamente diventare come loro! A volte ogni piccola cosa che succede nel mondo esterno mi suscita conflitti interiori mostruosi.

Credo di funzionare più o meno così: tutti abbiamo una parte emotiva e una razionale, no? La parte emotiva a sua volta si divide in quella buona e in quella cattiva. Quella buona sono i sentimenti costruttivi e che ti fanno stare bene, come l'allegria. L'emotività cattiva invece sono tutte le cose che ti fanno stare male (la gelosia, la tristezza, la rabbia) e che non puoi controllare…

Insomma, io sento questi tre pezzi di me perennemente in conflitto. Metto brutalmente a tacere tutto ciò che riguarda l'emotività cattiva (anche se credo che Freud mi sgriderebbe) con la mia razionalità. Ma le due cose si combinano assai male insieme, infatti non funziona e ogni tanto mi vengono orrendi attacchi di rabbia. Il massimo che posso fare è ignorarli (mentre sto male, piango eccetera) ma non comportarmi come se li avessi, aspettare che mi passino e dimenticarli.

PERCHE' NON VOGLIO DIVENTARE COME MIA MADRE, che è sempre arrabbiata e fa stare male anche gli altri. Ma perchè rovinarsi e rovinare la vita?

Ma tutto questo fa parte della mia razionalità e testardi pezzi di me non mi ascoltano… talvolta non riesco nemmeno a capire bene dove finiscano i miei attacchi emotivi-irrazionali e dove inizi la mia razionalità. Alcuni problemi esistono davvero, ma in certe circostanze tendo a storpiarli un po' e poi è come se non riuscissi più a capire qual'è la realtà e qual'è il pezzo che ho creato io sotto stress (tipo mia nonna che si è convinta che Venerino la tradisse!) e allora cosa faccio? del resto anche ignorare i fatti è una cosa un po' malata…(?)

ma sto impazzendo? Che rimedi ci sono alla rabbia genetica? Ma può essere che esista veramente? Non può essere tutto comportamento appreso! I sentimenti non sono comportamento appreso! (o sì?)

Credo di non dare sociologia martedì, perchè non ce la farò mai a studiarla, ho tutto un libro da iniziare. Così mi si aprono nuove possibilità x' dal 27 al 30 non ho esami. Pensavo che se le tipe che ospito sono molto simpatiche rimango a Pisa (ma c'avranno anche i cazzi loro da farsi, e io che faccio a Pisa da sola? non c'è nemmeno Alice), altrimenti mi faccio qualche giro, magari a zonzo. Non ho nemmeno voglia di andare da Davide o dalla Lali… chissà se posso chiedere ospitalità ad Alice (?)

Non ho neanche voglia di andare in Francia coi miei, proprio per niente, dopo questi giorni di sclero qui a casa. Oggi sto proprio male, non so che mi succede. Praticamente tutto mi mette addosso rabbia, tristezza e voglia di piangere!

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troppe cose da raccontare!

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Sono sommersa da così tante esperienze in questi giorni e da così tante cose da raccontare che non ce la faccio nemmeno. E' come se avessi bisogno di rimanere in silenzio. Ho voglia di un lungo silenzio x rielaborare tutto… oppure raccontare tutto così come l'ho visto e vissuto, per filo e per segno….

Due cose in particolare:

La prima è questa serata con la Melissa da cui sono appena tornata a casa (foto). Melissa è incinta di un bimbo che avrà a novembre ed è andata a vivere col suo ragazzo, un tipo grasso, dolce, simpatico e buono. Non l'avevo mai vista così felice, e così cambiata e così innamorata (!) e devo dire che non me l'aspettavo nemmeno un po': pensavo che fare un figlio a vent'anni con un ragazzo con cui stai da due settimane fosse una minchiata e vorrei dire così tante cose su questo… ma ora davvero non ho tempo. Ho mille email di Attilio da leggere, geografia da preparare e zero tempo, perchè domani viaggio, poi volevo passare qualche ora con Amado e l'esame è lunedì alle 10…

Volevo anche raccontarvi di Amado, il texano che sto ospitando a Pisa. Sono a Novara solo per stanotte e gli ho lasciato le chiavi di casa. Vi compincollo un pezzo di un email che ho mandato ad Attilio ieri… leggete!

"Ora mi metto a fare un po' di geografia, + tardi, se proprio ho tempo, scrivo un po' di blog. sai, il tipo texano è una xsona incredibile, dovresti conoscerlo… gli è successo davvero di tutto nella vita, si è alzato la maglietta e ha delle cicatrici impressionanti, di cui una che gli va dalla gola fin dentro i pantaloni…. è nato senza un pollice, senza esofago e senza un pezzo di intestino, gli hanno fatto tutte le operazioni possibile ed immaginabili, ha passato di tutto, ed è allegro e felice della vita. una di quelle persone che in certi momenti ti commuovi proprio a vederle e a sentirle. e adesso ha ottenuto uf, come si chiama? parlare in inglese mi stanca e mi sballa… tipo pensione d'invalidità x queste tremila cose strane che aveva e con i soldi di questa cosa si sta girando l'europa, x' prima delle ultime operazioni non poteva viaggiare x' viveva con un sacco di complicazioni strane… ma è proprio una bella xsona, che ti dice sorridendo che la vita è bella e che lui è stato proprio fortunato…. poi abbiamo parlato tantissimo. di pena di morte, guerra, politica, sistema sanitario, tasse (è stato in norvegia, dove le tasse sono il 60% del tuo stipendio, ma la sanità e la scuola è completamente gratis e sembra che funzioni bene), poi parlavamo di tutte le cose cattive che fanno gli stati uniti, dei nostri pregiudizi sugli americani (nel senso, di noi gente di sinistra eccetera), del fatto x' che se lui fosse nato in un altro paese, senza esofago, non è così probabile che sarebbe qui vivo adesso, dell'ospitalità e del sistema della fiducia e dell'autostop, e abbiamo parlato tanto tanto di te, camminando avanti e indietro x piazza dei miracoli, tra dolce sole e turisti… oh, non lo sò, ed è stato proprio carino parlargli di te… mi ha raccontato di una sua ex in modo così bello, e mi diceva cose così comprensive… bho, non sò, sai quando senti proprio che qualcuno ti stà capendo… mi ha detto cose un po' commuoventi, un po' deprimentissime. poi era come se stessimo a dirci a vicenda: ma è proprio bella la vita, xò con altre parole. sono andata con lui a prendere le foto di Praga e gliele ho fatte vedere e andando alla torre siamo passati da piazza dei cavaglieri e c'era nicola, ci siamo salutati e siamo rimasti un attimo a parlare e ho fatto vedere anche a lui le foto x' è stato anche lui a praga, da un amico, qualche tempo fa, a suonare sul ponte carlo. e quest'estate girerà con degli amici in furgone x l'italia suonando la chitarra…. non sò che altro aggiungere x ora… mi metto a fare geografia… un po' incantata dal mondo… poi è proprio bello. lui è la xsona + tollerante e felice del mondo. io ho cominciato a camminare sempre scalza, e ne sono piacevolmente felice… e poi è strano, x' ci comportiamo come se ci conoscessimo da anni e poi mi sono resa conto che passeremo due giorni insieme e non lo rivedrò mai +… e che belli questi rapporti umani intensissimi, incisivi, e brevi…

voleva andare a Milano a vedere l'ultima cena e ho chiesto a Daniela se poteva ospitarlo (è quel genere di xsona che piacerebbe un sacco anche a Daniela) e lei a detto di sì… e lui era contentissimo x' non aveva trovato nessuno che lo ospitasse a Milano. e poi sono belle le xsone che ti ringraziano in modo sincero.

adesso sono in camera a scrivere. e lui, zitto zitto, è scivolato sul balcone (su cui andiamo a fumare sigarette e mi ha regalato un pacchetto) e sta li a fare non so cosa, è la xsona + discreta del mondo e ha detto che la casa gli piace molto…

dovresti conoscerlo anche tu… ma chissà mai le tante possibilità e svolte della vita, magari prima o poi lo conoscerai…"

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che meravigliosa sensazione!

leggete che simpatica questa pagina, ecco finalmente qualcuno che mi capisce! mi è davvero venuta voglia di girare il mondo a piedi nudi!

http://www.nati-scalzi.org

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ho passato l’esame! (+ raconti sui miei ospiti)

eccomi, ce l'ho fatta! dopo un po' troppi giorni chiusa in casa, x i miei gusti, e un sacco di tempo passato rinchiusa tra studio e cazzeggio finalmente è arrivato il malefico giorno dell'esame di economia.

presa dal senso di responsabilità (credo + da lui che dal panico) ho ripetuto un sacco, sapevo tutto abbasstanza bene… ho anche dormito poco…. in questi giorni ogni tanto mi guardo film, x dimenticarmi i miei crucci e x' anche Alice studia x un esame e non ha tanto tempo di uscire.

l'altro giorno ho visto un film che si intitola Mare Dentro, un film spagnolo (grandi i film spagnoli!), un film che parla dell'eufanasia… ma abbastanza bello, anche se un po' deprimente, che è la storia di un tetraplegico… c'è una scena simpatica in cui incontra un prete, tetraplegico anche lui, che cerca di convincerlo a rinuciare al suicidio e si mettono a parlare della chiesa e cose così. la cosa strana è che lui non crede in nulla, non crede che ci sia niente dopo la morte, xò la morte non lo spaventa affatto…. cmq se vi capita è un film da vedere…

ah! ero all'esame! stamattina ho ripetuto tutto x l'ultima volta e sono arrivata a economia prestissimo. x fortuna i 3 prof stavano in stanze separate, x' sul nostro sito avevo letto che era obbligatorio dare tutti i moduli insieme e io stavo portando solo il secondo, ma non se n'è accorto nessuno…

ho risposto bene alle prime domande… se non fosse che io sono davvero un disastro a parlare, che palle! forse dovrei imparare che i sinonimi di una stessa parola non sono tutti equivalenti! la prof. continuava a correggermi le parole e poi ho avuto un'infinità di lapsus terribili: continuavo a dire tabacco invece che baratto! le ho chiesto scusa e stavo x fare qualche divagazione su quello che diceva froid (sì, lo so che non si scrive così! questi tedeschi complicati…!) dei lapsus poi ho pensato che non era il caso. poi mi ha chiesto una cosa del primo modulo che mi ricordavo abbastanza poco, e ci sono arrivata farfugliando e arrampicandomi un po' sugli specchi, lei mi ascoltava con aria proprio annoiatissima, alla fine sono cmq riuscita a dirle quello che voleva sentire e mi ha dato 23… ma sono contenta!

i racconti di Alice sull'esame mi avevano convinto che era difficile e non credevo che avrei preso + di 18, x' anche lei e Percy hanno preso 18… poi sono contenta x' mi sentivo un po' xsa… adesso sento che qualche meccanismo si è rimesso in modo, ho quella bella soddisfazione da studio… anche se sono stanchissima mi sembrano un po' di energie positive x i prossimi esami.

a questo punto scusate, questo post è una palla allucinante… lo sò che a nessuno interessa il resoconto del mio esame (facciamo un test… chi ha letto il resoconto del mio esame mi lascia un commento?)

cmq! spero che i prossimi giorni si movimentino un po'…

venerdì pomeriggio arriva Amado, un ragazzo texano di 30 anni, che è da 6 mesi che gira x l'Europa ed è in italia da poco meno di un mese. sono contenta di ospitare e di ospitarlo… credo che sia uno che ha girato un sacco e ho voglia di fargli mille domande…

l'ho conosciuto su http://www.couchsurfing.com/. poi sabato mattina torno a Novara di corsa a votare e ritorno qui domenica, x' lunedì e martedì ho un esame (geografia e sociologia). forse anche domenica sera ospito il tipo texano, se è un tipo a posto gli lascio le chiavi mentre sono via.

poi il 27 arrivano: la ragazza francese con un'amica rumena, di hospitalityclub.org, poi una ragazza americana, californiana, che sembra un po' buffa, ho visto una sua foto e mi ricorda Lauraine (la tipa americana che ho ospitato in terza) e dal profilo mi embra un po' gringa.

poi forse dei tipi grandiosi che xò si fermano solo una notte. sono degli squatter inglesi che si girano l'europa in autostop, hanno 19 anni, e credo che siano una coppietta… bho, mi hanno mandato un'email proprio simpatica, scrivendomi che lui ha i capelli verdi e si veste di nero e lei rossi e si veste coloratissima e sono 2 attivisti ed ecologisti… mi sanno di gente strana e simpatica… x cui gli ho spiegato che la casa era piena, ma gli ho detto di sì… x' cmq mi piacerebbe conoscerli… non riesco a immaginarmi… chissà che delirio!

xò non sapevano bene che giorno arrivano. in tutto questo c'è un solo mazzo di chiavi di casa… stò pensando di rimanere qui quei giorni. se ci sono davvero 5 ospiti in casa, a parte che dev'essere divertente… ma poi mi fa strano lasciarli da soli…

così ora ho 2 giorni x studiare 2 esami, prima che inizi il caos… poi vi racconterò… altri 2 giorni di agonia, di sigarette (ehi, ho smesso di fumare, questo è un intervallo fumoso aspettando di rivedere Attilio…), e di ore al pc (anche x' ci devo fare geografia) e poi le cose ricominceranno a girare… ^_^

oggi amo: passare esami, un po' di musica, trovare belle sorprese tra le miei email

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giorni sonnacchiosi ed esami

che dolce addormentarsi di pomeriggio! col rumore della strada sotto sotto, fuori dalla finestra, qualche cinguettare d'uccelli, Daniela nelle altre stanze e questa bella arietta che gira x casa e questa pigra luce pomeridiana… sonni dolci e profondi che mentre dormi ti sembra di sentire tutte queste dolci e rassicuranti cose attorno…

ho finito di studiare e devo solo ripetermi tutto. così, un po' stanca mi sono stesa e divagando con la mente sono scivolata nel sonno…

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