Archive for May, 2006

da quanto tempo (from Krakow!)!

ciao a tutti i miei lettori

scusate x la settimana di silenzio… ho fatto un po' di cose…

mercoledi' sono andata a Bologna passando x il lago di Garda dove ho parlato a lungo con un cigno di passaggio, che intanto nutrivo e disquisivamo sulle possibili vite future, x' lui era un uomo rincarnato in cigno e in effetti la vita da cigno dev'essere un po' una pacchia x' te ne stai li a galleggiare tutto il giorno e i bambini felici ti nutrono…

(tralaltro scusate tutti i potenziali errori grammaticali, ma la tastiera polacca e' strana e si batte male… non esistono le letttere accentate!!!)

arrivata a Bologna ho scoperto che Laly e Sergio si sono lasciati e poi ho visto, con la Laly, l'alba sui colli Bolognesi e il giorno dopo sono partita in autobus, in cui ho dormito un sacco x' ero stravolta e poi sono arrivata qui, tra le braccia dell'amore mio.

abbiamo passato spensierati e coccolosi giorni presi bene, girato x la citta', siamo stati a ballare una sera, e camminare x la pioggerella un'altra, ci siamo cucinati cosettine carine e cenato a lume di candela e abbiamo passato un bel po' di tempo a letto e lunghi risvegli baciosi.

abbiamo anche visto il papa, ma x caso, e ieri siamo stati in autostop a un lago. e' stato carino x' era la prima volta che facevamo l'autostop insieme e poi faceva un freddo cane e siamo stati insieme a leggere in un punto panoramico carino, immaginando viaggi epici ed io ho iniziato a leggere On the road e mi piace abbastanza, non rende male il concetto di autostop e ti fa venire voglia di partire, di metterti in viaggio…

che altro dire… bho', non lo so', sono proprio felice. Attilio e' piacevolmente innnamorato di me e anche se lo dovrei dare x scontato, bhe', in un certo senso non me l'aspettavo… mi coccola, mi strapazza, mi dice cose bellissime che proprio mai mi sarei aspettata (un paio di volte mi sono anche messa a piangicchiare x' io mi commuovo sempre). facciamo grandi e piccoli progetti… quelli piccoli sono di andare a Praga in autsotop questo weekend, x' Praga e' la nostra citta', e' la citta' di Kundera… poi il viaggio di quest'estate, che diventa sempre di + probabile e concreto (e siccome e' circolare esprime + che mai il concetto del: l'importate e' il viaggio, non la meta)… e poi l'anno prossimo magari andiamo a vivere a Parigi… lavoricchiando e imparando il francese. magari nelle banlieu (come si scrive??) e cominciamo a mettere da parte i soldi x la nostra futura comune (casa in campagna autogestita e autoproducente cose naturali eccetera…)

x adesso e' tutto, anche x' stare qui nel centro commerciale mi stressa e la luce aritficiale fa un po' schifo e c'e' un sacco di coda x i pc…)

ma ciao a tutti!!! scrivetemi, psero che sitate tutti altrettanto bene… bacioni!

oggi amo: la vita con tutto cio' che ne consegue 

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in partenza!

è l'ultimo post x un po'. domani finalemente parto. sto facendo lo zaino.

vado a Bologna in autostop, dormo dalla Laly, giovedì parto, in autobus, per Cracovia e arrivo venerdì mattina tra le braccia di Attilio.

oggi è stata una giornata di merda, ero presa parecchio male, mi è successo di tutto e di +, x ultimo mi sono brutalmente bruciata indice e pollice della mano sinistra e x 1 ora mi hanno fatto proprio un male cane.

poi mi sono resa conto che ero presa male anche x' ero stanca stanca e la stanchezza distrugge i miei stati d'animo. 

ieri sera sono andata a dormire alle 4 tra studio e gelato consolatorio con Alice (che aveva litigato con Paola). x' poi io e Alice quando usciamo e cominciamo a parlare di qualcosa riusciamo ad andare avanti x ore e ore…  oggi invece mi sono svegliata prestissimo.

ho lanciato uno sguardo alle ultime pagine del mio blog e mi sono sembrate frivole e disimpegnate (forse x' ero persa in questa fase di presamalaggine)… a volte mi viene voglia di non scrivere +, o ricominciare a scrivere email ai miei amici, ma poi questo blog è diventato il mio diario, è un'abitudine, sono 4 chiacchere con me stessa… non riesco a smettere! 

in questi giorni continuo ad ascoltare la canzone Tabaco y Chanel, chissà xkè. mi sento in quello stato d'animo, anche se non lo so bene definire.

oggi pensavo così. mi sembrava tutto molto bello e piacevole, qualsiasi cosa intorno a me, xò mi sentivo triste lo stesso. 

ma non ho voglia di essere triste!! perfortuna che domani parto… ho voglia di vedere la Laly e anche di mettermi un po' in viaggio e girovagare, fino alla mia meta finale.  xò c'è una cosa strana… mi dispiace che non vedrò Alice x un po', che è la persona che negli ultimi giorni mi ha ascoltato, coccolato e fatto sorridere…

tra poco viene un po' di gente a cena. magari così mi passa un po' lo scazzo.

poi ho una devastante voglia di mare. voglio andare al mare, buttarmi nell'acqua e rimanere lì a galleggiare finchè non mi vengono le grinzette sulle mani

oggi amo: le partenze, le grinzette sulle mani
oggi odio: il sistema sanitario toscano, i medici senza cuore
 

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psicanalisi e altre divagazioni

ultimamente ho cominciato a psicanalizzarmi, di tanto in tanto. non so’ se sia una cosa salutare o meno.
credo di aver fatto diversi inconsci tentativi di avvicinarmi al mio concetto abbastanza ampio di salute mentale, ma un sentimento stupido, che ancora non mi da ascolto, è la rabbia. se ne va ostinata x i fatti suoi, senza ascoltare la mia razionalità, che cerca di farla ragionare.

non sono ancora arrivata a nessuna conclusione, non sò ancora gestirla. credo di aver bisogno di un misto di sfogo non troppo dannoso (tipo scrivere una lettera, piangere un po’, chiamare qualcuno) e poi di starmene un po’ tranquilla a sbollire. e funziona, lei poco a poco se ne va e diventa solo una fastidiosa parentesi in qualcosa in cui probabilmente non centra nemmeno molto.

xò mi disturba un sacco. tipo l’altro giorno, quando mi sono proprio esasperata e mi sono messa a piangere davanti al medico (io poi quando inizio a piangere non finisco +…) e in tutto questo pensavo che era una cosa stupida e di li a poco ci avrei pensato un po’ su e mi sarei accorta che alla fine non valeva la pena farsi venire il mal di stomaco x un po’ di burocrazia mal funzionante e che la qualità della mia vita non cambiava di molto.

xò sul momento, quando sono arrabbiata, pur sapendolo, non riesco a controllarmi. e la cosa + odiosa di tutto è che mi incazzo ancora di +, x’ essere arrabbiata mi fa sentire profondamente nervosa, mi odio quando sono arrabbiata. mi sento troppo simile a mia madre – è una vita che mi giuro che non diventerò MAI come lei!

finalmente ho finito di studiare sociologia, non ci posso credere. cioè, finito… tutto è relativo. ho finito di leggere l’ultimo libro, che era il + lungo. dovrei ripetermi proprio tutto, visto che l’esame è orale. e poi sfogliare le dispense sue e soprattutto andare in
NO! wow! ho fatto una sensazionale scoperta, Attilio ha già il dizionario della sviluppo, non devo andare a cercarmelo in qualche posto strano!

cmq mi rimane da sfogliare quello e ripetere tutto. xò mi sento tutto sommato tranquilla x’ mi sembra di aver gia fatto il + grosso…

ieri alla fine ho studiato pochissimo. parlavo anche ad Alice di questo mio totale e irresponsabile senso di tranquillità (quello che fa arrabbiare Attilio), del fatto che non mi preoccupavo davvero per niente dell’esame, forse x’ mi sento sicura di passarlo, bho, e xò non è colpa mai se non mi viene da preoccuparmi, non ci posso proprio fare niente. non posso razionalmente decidere di preoccuparmi e farlo sarebbe stupido.
potrei ugualmente comportarmi come una persona che si preoccupa. ma nemmeno a fare questo ci riesco. è tutto troppo bello x studiare.
Lucca ieri: sole e ombra tra gli alberi (x’ io ero stesa al sole in costume e Alice di fianco a me all’ombra) e il cioccolato con le mandorle e le cigliege (che buone!) e la focaccina coi pomodori della panetteria di di fronte casa di Alice e i turisti presi bene, e il gruppo di bambini boyscout accanto a noi che giocava e tutti i pensieri presi bene e Alice che aveva voglia di chiaccherare eccetera.
mmm, tra un pomeriggio di studio e quello di ieri con Alice non ci sono dubbi con la scelta. anche se poi faccio cose assurde x finire di studiare o prendo qualche voto bassissimo.

sapete qual’è la verità?
ecco, lo dico (x’ giustificarsi è altrettanto brutto) che non me ne frega niente! non me ne importa davvero niente dell’università adesso come adesso, ne di metà delle cose che studio, anche se quest’esame era carino. continuo a fare l’università x’ non avrei nessuna ragionevole ragione x lasciarla, x’ voglio una laurea x’ ho sempre pensato che l’avrei presa x’ tutti vogliono che la prenda e x’ credo nella cultura…
xò Attilio aveva tristemente ragione (ma io sono testarda e cocciuta, non ascolto mai nessuno). che la nostra facoltà ha un senso se si frequenta, e dare solo gli esami non è un gran chè.

mannaggia a me. tanto l’anno prossimo devo cercarmi un lavoro e quindi non conto di frequentare lo stesso. i miei hanno deciso che mi devo mantenere io e io su questo punto non ho voglia di discutere. è già stato antipaticissimo farmi dare i soldi x le bollette e mi sono giurata che non chiederò mai + soldi ai miei

[cioè quando glielo chiedo sembra che si debbano dissanguare. poi lo so che non sono ricchi, ma quando vedo quanto viziano i miei fratelli mi incazzo proprio. poi è inutile dirglielo, x' loro mi rispondono: ma anche a te ti viziavamo quand'eri piccola!
ah! grazie, bravi! non è molto utile se poi quando ho bisogno davvero non ci siete +.
è questa la cosa strana coi miei. che abbiamo un bellissimo rapporto. ma x il semplice fatto che loro hanno smesso di comportarsi come dei genitori. e questo sfortunatamente è successo molto dopo che io abbia smesso di comportarmi come una figlia, quindi, ancora una volta, è colpa mia]

cmq x far fronte a questi problemi ho messo un annuncio sul fogliaccio. ci ho scritto che posso fare la baby sitter, la dog sitter, assistenza agli anziani o pulizie in casa. c’erano già una cinquantina di annunci del genere e non pensavo che qualcuno mi avrebbe cagato. invece l’altro giorno mi ha chiamato un anziano dalla voce arzilla. siamo rimasti d’accordo che lo richiamo quando torno dalla Polonia. chissà, magari in qualche modo qualche lavoro lo trovo.

poi ho iniziato questa buffa cosa che ho smesso di fare la spesa. x’ sì, x’ poi anche senza volerlo compri un sacco di cose inutili eccetera eccetera e poi senza bici finisce che faccio la spesa sempre alla Pam che costa il triplo.
allora ho deciso che prima di fare un’altra spesa finirò TUTTO quello che ho in casa (tranne il barattolo di verdurine miste di Attilio!)

così è da un po’ che mangio legumi in scatola e pasta, solo che anche quella sta + o meno finendo. ma lo trovo buffo, x’ ogni volta penso: vediamo che pranzo m’invento adesso.

oggi ho mangiato alle 11 e mezza. ma il mio orologio biologico è andato un po’ x i fatti suoi. volevo iniziare a raccontarlo prima, poi mi sono persa in altro.
siccome credevo di avere tanto da studiare mi sono svegliata ale 7 e mezza, ho fatto colazione e mi sono messa in cucina a studiare (in cucina x’ era l’ultima superficie piana e libera). ho studiato un po’, e anche seriamente. poi mi si chiudevano proprio gli occhi, non ce la facevo + e ho deciso di stendermi un attimo. mi sono addormentata in un sonno piacevole, necessario e avvolgente anche se un po’ incuboso. e mi sono svegliata verso le undici ad un msgino di Attilio, che ho sentito anche se il tel era in silenzioso.
allora mi sono rialzata e mi sono rimessa a studiare. nel sonno avevo sentito tornare Angelo, ed ero convintissima fosse qui in casa, invece l’avevo sognato!
mi ha subito preso la fame nervosa, da studio, e allora ho deciso di mangiare, così non mi distraevo dallo studio. ho cucinato e mangiato mentre studiavo e senza mai interrompermi ho finito il libro, poco fa.

ora sono indecisa se andare alle Piagge e finire di studiare lì o rimanere qui in casa. l’ultimo studio alle Piagge era stato un discreto fallimento x’ mi ero lasciata abbordare da un tipo senegalese, chiedendogli una sigaretta, che xò era rimasto a parlare con me un bel po’ e continuando a offrifmi sigarette.

le ho finite tutte le mie. mi rimane UNA sigaretta alla menta, che xò voglio tenere da parte (inutile gesto scaramantico). allora ho deciso che andrò avanti a scrocco.
anche se questo comporta non pochi problemi morali, x’ non c’è nulla di male a scroccare, xò se lo fai sempre diventi anche tu una psecie di parassita della società e non fai nulla x ripagare gli altri eccetera.

l’altra sera a Livorno, con quelli della Comunità, mi sono ritrovata a parlare con un tipo, un tale Mimmo, sosia di Mario Tarallo, ma INFINITAMENTE serio e noioso (ma NON in senso buono). e questo tipo faceva economia e abbiamo iniziato a parlare x’ lui mi diceva: tu hai tutte le tue idee, eccetera, xò fumi e finanzi le multinazionali. e io gli dicevo: vabè, e tu allora, che bevi la coca cola?

e poi abbiamo iniziato, lui a difendere un suo concetto platonico di capitalismo buono, io a ipotizzare altri mondi possibili in cui i lavoratori cinesi non venissero fatti lavorare 16 ore al giorno x 90 euro al mese.
la conclusione a cui sono arrivata, e a cui ero arrivata anche con Marco, il ragazzo di Stefania, parlandone l’altra sera a cena, (ma poco condivisa) è che cambiare il sistema economico sarebbe in realtà semplice: basterebbe smettere di produrre cose inutili.

ma parlo sul serio… x’ nessuno mi prende mai sul serio?!
bhè, adesso non c’ho voglia di spiegare tutta la mia sensata teoria, mi sta venendo fame un altra volta (ultimamente mangio TANTISSIMO, spero di non essere ingrassata!) e mi sa che andrò alle Piagge.

oggi amo: la canzone Tabaco y Chanel sul cd di bachata di Attilio, che ascolto a ripetizione mentre mi faccio la doccia o mentre giro x casa ballando

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barchette di carta con dedica, che gareggiano…

oggi pomeriggio – un assolato pomeriggio che in realtà era già sera, ma questo splendido sole che è sempre + restio a tramontare x’ gli piace scaldarci – dicevo, oggi pomeriggio io e Alice andavamo verso la statale x Pisa. eravamo a Lucca e c’era una specie di piccolo naviglio. un simpatico canaletto che scorreva in mezzo alla strada, con tanti ponti.

mi sono ricordata di quando, da piccola, con la nonna facevo barchette di carta a casa e poi andavamo al canale dietro casa sua e le buttavamo nel fiume, e correvamo a vedere dall’altra parte del ponte che uscivano e se ne andavano.
l’ho raccontato ad Alice e abbiamo deciso di farlo.

abbiamo fatto due barchette.
lei col foglio su cui c’era il numero del marochino che c’ha provato con lei oggi, io con l’altra metà di foglio, bianca.
sulla sua barca c’era il nome di sto tipo, con nuvolette di pioggia.
io invece ho avuto un momento di infantile tenerezza, appoggiata da Alice, e ho scritto Attilio sulla barchetta, col pennarello azzurro e ho contornato la scritta di cuoricini.
sull’altro lato invece ho scritto: di Sara e Alice.

abbiamo buttato le barchette con una gioia infantile e le abbiamo inseguite x un po’. sono cascate nell’acqua diritte e poi facevano una gara spontanea in cui continuavano a superarsi. le abbiamo seguite fin dove si poteva, poi il canale girava.

forse adesso sono già arrivate al mare.

io e Alice siamo state a Lucca in autostop. è stato un autostop molto fortunato e carino e stò un po’ dissipando le mie paure sul fare l’autostop in due. Alice era tranquilla, e felice come una bambina quando scendevamo da una macchina e ringraziavamo chi ci aveva portato. al ritorno ci hanno portato proprio sotto casa sua, un coppia carina e giovane, che andava a cena al ristorante indiano qui dietro e lui raccontava che pianifica sempre partenze ma mai arrivi e vorrebbe partire x un viaggio ma non sa x dove.

Lucca poi è molto carina. abbiamo fatto un piknik sulle mura, dove io speravo di studiare, ma ho fatto ben poco, x’ Alice aveva un sacco di voglia di parlare… parlare parlare.
parlare con Alice è molto bello. le racconto certe mie innocenti fantasie, su viaggi, Attilio, sul mio futuro in generale, su un sacco di cose che vorrei fare, sull’università e le crisi vocazionali legate ad essa.
Alice mi piace, mi rende spensierata e felice, ed è molto simile a me, anche se caratterialmente siamo un po’ diverse.

poi ho tanta voglia di vedere Attilio. la solita un po’ trepidante e timorosa voglia, ma una voglia poco frettolosa. il tempo vola (anche se non è proprio vero): domani devo studiare come una matta
martedì se riesco vado con la Comunità di Sant’Egidio a portare la colazione in stazione, poi ho l’esame che chissà se passerò, poi devo scappare in ospedale x farmi bruciare la verruca (ole!) poi preparo la cena x’ ho invitato da me un po’ di gente x’ mercoledì parto.
vado in autostop a Bologna e mi passo mezza giornata + mezza giornata con la Laly, che non la vedo da prima del viaggio in India e abbiamo un mondo di cose da raccontarci. poi giovedì si parte (!) x la Polonia e arrivo venerdì. poi chissà. ^_^ bho. non so quando torno ne che faremo lì ne null’altro, come al solito.

a Lucca c’era il mercato, l’abbiamo beccato x caso. alla fine Alice si è comprata una gonna bellissima, sul rosso, e io un cappello di paglia, che mi piace un sacco, anche se mi sono sentita così in colpa al comprarlo!

oggi amo: accarezzare l’erba, il colore della pelle abbronzata, le piccole cose infantili che xò ti rendono infinitamente felice, i miei pollici, Alice col cappellino arancione, i conti alla rovescia (^_^)… e l’insalata di spinaci (che sa di carpaccio, buonissima!!)

oggi amo un sacco di cose! ma non odio nulla…

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piccola stronzata che mi hanno mandato. ma stasera ero dell’umore giusto x apprezzarla.

"M@rio Tarallo" <mario.tarallo1@gmail.com> escribió:

Mettete una X sulle cose che avete fatto e toglietela da quelle che   non
> avete mai fatto, poi speditela ai vostri amici, compreso me **
>
>  (x) Fumato una sigaretta
> (x) Vomitare dopo essere totalmente ubriaco
> ( ) Fatto un incidente con la
> macchina di un amico
> ( ) Rubato una macchina
> ( X ) Essere stato innamorato
> ( x ) Rubato qualcosa
> (x) Essere stato licenziato
> (x) Aver lasciato il lavoro
> ( ) Essere stato coinvolto in una rissa
> (x) Uscito di nascosto da casa
> (X) Provato qualcosa per qualcuno che non ricambiava
> ( ) Stato arrestato
> (X ) Stato ad un appuntamento al buio
> (X) Aver mentito ad un amico
> ( X) Saltato la scuola
> ( ) Visto qualcuno morire
> (x) Stato in america
> ( ) Stato in messico
> (x) Stato su un aereo
> (x) Essersi perso
> (x) Stato dall'altra parte del mondo
> ( ) Andato a Washington, DC
> (x) Nuotato nell'oceano
> ( ) Sentito morire
> (X) Pianto fino ad addormentarsi
> ( ) Giocato a guardie e ladri
> (x) Colorato coi pastelli
> (x) Cantato al karaoke..
> (x) Pagato una cena solo con monetine..
> (x) Fatto qualcosa che ti eri detto non avresti fatto
> (x) Fatto scherzi telefonici
> (x) Riso così tanto da farti uscire dal naso quello che stavi
> bevendo
> (x) Preso un fiocco di neve con la lingua
> (x) Danzato sotto la pioggia
> ( X) Scritto una lettera a Babbo Natale
> ( ) Stato baciato sotto le dita dei piedi
> (x) Visto l'alba con qualcuno a cui vuoi bene
> (x) Fatto le bolle di sapone
> (x) Fatto un fuoco sulla spiaggia
> (x) Andato sui roller-blade
> (x) Pattinato sul ghiaccio
>
>
> Hai qualche soprannome? tutti i nomignoli che mi da Attilio (ma quelli temo siano riservati a lui)
> Tatuaggi? no, ma vorrei tatuarmi i pollici
>
> Piercings?  sulla lingua
Quanto ti piace il tuo lavoro?  da 1 a10 : dipende, quale lavoro? lo studio 6, l'autostop 10
> odio: odiare
> amo:  [certi messaggini di attilio
l'olio d'oliva
Attilio
gli sloveni
i sorrisi degli sconosciuti
le mie gonnellone
il concetto platonico di autostop
i panini con le foglie d'insalata
le fantasie
le lesbiche agguerrite
i piedi nudi
la pelle nuda
le pulsioni umane
l'innocente allegria di Alice
le mail tutte colorate
le farfalline (pasta)
le mie ballerine bianche
la sensazione sulla pelle delle magliette di cotone
vedere le cose dall'alto
chi mi guarda negli occhi parlando
gli impeti di tenerezza
il pensiero di Attilio in certi momenti
il libro che sto leggendo]
> Posto preferito per le vacanze? il mondo! ovvero tutti i posti in cui non sono ancora stata!
> Sei mai stato in africa?  mm, dipende. tecnicamente ho messo piede sul continente africano, sono stata a Ceuta, enclave spagnola, conta come Africa?
> Hai mai rubato un cartello stradale? sì
> Mai stato coinvolto in un incidente d'auto? + di uno, ma tipo tamponamenti
> 3 o 5 porte?  3, credo fosse sempre la seicento di papà
> Numero preferito? domanda del cazzo… cmq credo l'11 x' amo la sua tabellina poi il 7 e poi il 19
> Film preferito?  i vecchi Almodovar, tutti i film di Kim Ki Duk e alcuni di Kubrick e molti altri che ora non mi vengono in mente
> Cibo preferito?  (oi, mario! ma sai che anche a me fanno schifissimo i cetrioli?!) gelato, cavolfiore bollito, pasta con le verdurine, cigliege
> Giorno preferito della settimana? mm x ora non ce l'ho, io vivo in un tempo tutto mio, fuori dal tempo. il giorno della settimana non mi cambia molto
> Marca preferita di crema per il corpo? no
> Programma televisivo preferito?  no guardo la tv
> Profumo preferito? Attilio
> Cosa fai per rilassarti?  mangio, fumo una sigaretta, scrivo, fantastico, o  altre cose che qui non scriverò
> Come ti vedi tra 10 anni? che domanda scema! bho, spero di essere così come sono adesso. a volte mi immagino un po' fallita, a volte a compiere ancora grandi imprese, oppure in chissà quali situaizoni improbabili!
> Cosa ti piace ricevere? lettere, coccole, cioccolatini, msgini, email…
> (Chi sarà il primo a rispondere?) Questa è una domanda del cazzo che è sopravvissuta anche a questa nuova versione…propongo di abolirla…tutti d'accordo? (sì)

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irrequietezza e sole (pisano)

in questi giorni vivo in un'irrequietezza strana, che non mi so' spiegare.

sono inquieta, un po' preoccupata, come se avessi un brutto presentimento o qualcosa di non desiderato fosse qui incombente. eppure no, tutto è normale, uguale a sempre e scorre, così come scorre pigro l'Arno, dalle sue sponde su cui mi siedo a guardarlo.

tutto va bene. mi sono detta che forse sono irrequieta x' è da troppo che sto ferma nello stesso posto. ma poi ci penso e non è vero. meno di una settimana fa ero a Venezia. prima ancora ho lavorato, ero fuori tutto il giorno, facevo cose completamente diverse dal normale e con gente diversa e non mi sembrava nemmeno di stare a Pisa. poi sono stata a Roma. prima ancora a Budapest.
no, non è da troppo che sono ferma, anche se ammetto che la sensazione di fondo c'è.

allora forse sono inquieta x' stò x rimuovermi. sento il viaggio sempre lì in agguato e sono inquieta x' non stò mai ferma e dovrei fermarmi di +. mmm, no, non mi sembra realistico.

Pisa è sempre lei. cioè, Pisa da studenti. l'Arno, le Piagge, il gelato alla gelateria dei coltelli mangiato sul lungarno, le cene con Alice o con Stefi e Alice e i discorsi un po' cinici di Daniela, che amo.
non c'è nulla di indesiderabile a Pisa. ora sta tramontando il sole e i palazzi che vedo dalla finestra hanno un bel colore.

la casa è vuota. Angelo e Daniela sono partiti entrambi e mi dispiace. è bello avere gente in casa. mentre salivo le scale, sapendo che non avrei trovato nessuno ho pensato che non vivrò mai da sola, ma sempre in case con altra gente.
in compenso posso girare x casa mezza nuda, e di questa stagione è piacevole. faceva caldo quando sono arrivata e mi sono tolta la maglietta, e ora sono nuda dalla vita in su e mi sorrido quando passo davanti allo specchio.

[mi viene in mente il film 4 rooms di Tarantino. il primo episodio, in cui ci sono le streghe che poi fanno nascere la dea, e alcune di loro stanno con la gonna e sopra sono nude. e mi sembra molto bello questo accostamento, di gonna, con seni nudi. peccato che non ci si possa andare in giro x strada]

oggi sono stata alle Piagge e mi sono abbronzata parecchio, senza accorgermene, ma solo le braccia e ho questo buffo segno dell'abbronzatura che non mi piace x niente.

ho anche pensato che la mia inquietudine derivi da una specie di sensitività verso qualcosa. magari sta succedendo qualcosa di spiacevole da qualche parte, o lontano dai miei occhi e io lo sento come gli animali sentono la pioggia o i terremoti prima che arrivino. ma anche questa mi sembra una solenne cavolata.

mi viene in mente Daniela, col suo causalismo esasperato, che dice che TUTTO ha una causa ma mi guardo attorno e non capisco. non sono nè infelice, nè triste, nè arrabbiata. nulla va diversamente da come dovrebbe andare.

chissà cos'è questa preoccupazione strana, che non sò indirizzare…

ultimamente poi sono sempre stanca. mi sento debole, senza forze, anche se non è che dormo poco…
oddio, mi sa che mi stò lagnando! è una cosa pessima, pessimissima!

adesso vengo da una conferenza molto bella di Pat Patfoort, che mi ha lasciato in mente un sacco di pensieri arzigogolati e di buoni propositi.

sto studiando quello che mi prefiggo di volta in volta, ma in realtà sono indietro.

mi sento come in un incubo, quando c'è l'assassino o il mostro che ti inseguono e tu vorresti correre, ma vai lentissima. vorrei correre anch'io, ma non ci riesco. chissà se è lo studio che mi inquieta tanto.

domenica vado al mare con Alice (portandomi i libri x studiare). non sò se in bici, e Paola mi presta la sua, o in autostop altrimenti.

confesso xò che fare l'autostop con qualcun altro è una cosa che mi riempe di paura. ho detto ad Alice: sennò andiamo in autostop nemmeno credendoci troppo seriamente, e lei mi ha subito preso sul serio.

Alice mi piace molto. è innocente e sincera ma non è per niente una persona banale, si può andare avanti a parlare con lei per ore, senza stancarsi mai.

(mmm, no, ho riletto l'espressione: non è x niente una xsona banale e mi è sembrata bruttissima. ma non saprei che aggettivo dare ad Alice, non sono brava con gli aggettivi. cmq era in senso + che buono)

l'altra sera siamo state a mensa insieme e poi ad un bellissimo spettacolo di amnesty, un monologo, sulla guerra in Yugoslavia. uscite abbiamo preso un gelato sul lungarno e poi un thè da lei. senza rendermene conto sono arrivata a casa alle 3.

tornando a casa in quel breve tratto – la strada completamente deserta – c'era un ragazzo che veniva verso di me tirandosi fuori una sigaretta dal pacchetto. l'ho guardato pensando che gliene avrei scroccata una. quando eravamo alla giusta distanza, contemporaneamente, ci siamo detti: scusa hai una sigaretta? scusa hai da accendere?

wow, che bello, due esigente complementari! ci siamo scambiati accendino e sigaretta, poi abbiamo continuato x qualche metro. poi lui si è girato e mi ha detto: vai a casa?

io ero stanchissima e infreddolita e gli ho risposto in modo neutro: sì, fa freddissimo. e ce ne siamo andati ognuno x la sua strada.

poi me ne sono pentita, x' mi ero riproposta di parlare sempre con chiunque quando se ne presentasse l'occasione.

in questi giorni scrivo poco, non sò x', non ne ho voglia. la mia mente macchina, va, poi è come se avesse dei piccoli nodi da districare e torna sempre sugli stessi argomenti.

mi va di vedere Attilio e parlare parlare parlare. xò ho anche un po' paura. ho paura che x' non c'è gli riverso sempre troppe aspettative addosso. poi xò lo so' che quando ci rivediamo si cancellano tutti i giorni che non abbiamo passato insieme ed è come se ci fossimo salutati il giorno prima e abbiamo un sacco di cose da raccontarci e sembra una cosa così epica e poi invece siamo due normali amici che si rivedono dopo un po' e stare con lui è la cosa + naturale e confortante del mondo.

le cose interessanti da raccontare x oggi sono finite. a parte le mie vicissitudini in farmacia e una crema x la mia dermatite atopica-eczema che costava 24 euro e che ho dovuto prendere x' non ne esistevano surrogati. pensavo anche che probabilmente si può vivere felici anche con la dermatite, ma poi mi sono venute in mente le cose che dicono Daniela e Attilio sulla cura del corpo e mi sono sentita in dovere di fare qualcosa x le mie piaghe. (xò… 24 euro, x 40 ml!!!)

oggi amo: il sole, la pastasciutta e la parola pastasciutta, il dolce al limone che ho fatto con Daniela, sorridermi allo specchio.
oggi non odio nulla

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flussi di coscienza appiccicati e veloci (+ una foto commemorativa!)

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[leggendo il racconto di Attilio (http://satura.altervista.org/index.php?mod=95_Schegge/Tredici_personaggi_han_trovato_l_autore) ho avuto una visione

mi piacerebbe prendere tutti i miei personaggi, i miei austisti, i miei compagni di viaggio, dai camionisti + rozzi, a quelli + dolci, ai vari papà o ai manager spietati. mi piacerebbe prenderli tutti e metterli insieme a un tavolo. fare una grande festa x loro e farli brindare insieme... ]

dal cesto blu della biancheria sporca, dietro il letto, esce la gamba di un pantalone del pigiama. sembra la lingua di un mostro (della disney, x' tutto appicciato)è da due giorni che vorrei scrivere e ho tante cose in testa da raccontare, tra riflessioni e mille piccoli fatti reali, ma faccio cos' tante cose che non ho davvero tempo (incredibile!) ora Angelo si è appena messo a dormire, devo spegnere.

riassumerò gli ultimi 2 giorni il + velocemente possibile:

ho conosciuto Sabatino della Comunità di Sant'Egidio, che mi ha parlato di loro e di quello che fanno qui e io gli ho raccontato le cose + assurde di me, dell'autostop eccetera e lui ascoltava paziente, come se fossero le cose + normali del mondo, e questo mi è piaciuto.
lui ha 34 ed è il + vecchio. è un tipo tipico della Comunità: occhiali ovali, barba, verstito serio (tipo Attilio vecchio stile), espressione mogia e comprensiva. una di quelle persone a cui vuoi bene a priori.

poi ho visto The Corporation a casa di Stefania, che mi ha mandato parecchio ammale…
io e Daniela avevamo fatto un dolce simpatico il pomeriggio. Daniela durante la cena raccontava di quando stava nel Borneo e si era rotta i coglioni di viaggiare e ha passato 2 giorni chiusa in ostello a leggere il diario di briget jones e Daniela è bella e cinica.

poi sono stata in ospedale, x farmi bruciare la verruca e alla fine non l'hanno fatto, devo andare un'altra volta a pagare un altro ticket (e sono senza soldi!) e mi sono incazzata un sacco e mi sono messa a piangere davanti a un dottore buono e comprensivo che mi dava anche ragione. chissà se pensava che l'avessi, xò è stato gentile. e in ciò ho perso la mattina.

oggi passava il giro d'italia x pisa ma sinceramente non me ne fregava niente.

poi ho un eczema alla pelle e non posso + usare i saponi normali, ma solo saponi costosi che vendono solo in farmacia e non fanno schiuma… mha… (+ antistaminici, + una crema strana).

poi mi ha chiamato papà oggi. l'ho scridato x' non mi ha mai mandato un commento sul mio viaggio a Budapest, gli ho inviato il racconto. e ci sono un po' rimasta male x' mamma non l'ha proprio voluto leggere.
forse ho sbagliato qualcosa coi miei da qualche parte. a volte ho la strana sensazione di essere poco una figlia ormai per loro e + qualcos'altro… non sò spiegarlo…

stasera sono stata con la Comunità a fare la cena x i poveri alla stazione. è stato carino, credo che ci tornerò, e magari andrò anceh a qualche loro preghiera, x' Dio non esiste ma io sono in un momento di grande tolleranza e… bho, sento che ne devo approffittare un po'…

ora vado a nanna, x' sennò Angelo mi uccide

oh! è mezzanotte adesso. io e Attilio faccimo 6 mesi lordi… (anche se non stiamo + insieme). ciao pulcino, ti voglio bene!!!

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uno di quei film in cui piange solo lei…

(oggi amo: i film che fanno piangere, la commozione, la malinconia in senso buono
oggi non odio nulla)

mi sento poco a poco + confusa. ho una gran, gran confusione in testa…

…mille immagini, mille cose, mille desideri… e non riesco a combinare concretamente nulla….

adesso dovrei studiare, ma è quanto di + lontano mi passa x la testa. eppure è lì, è un imperativo categorico, DEVO.

poi vorrei partire x il nulla e abbandonarmi al viaggio, a tutto, scappare

poi ho visto un film che mi ha fatto venire una gran malinconia di Attilio, di quelle che ti vengono i brividini allo stomaco e non sentivo da un po’.

un sentimento strano: certo che Attilio mi manca sempre. vorrei stare con lui. xò sono tranquilla, faccio mille cose e lui è il semplice sottofondo dei miei pensieri. mi diverto, mi piace avere tutto questo spazio.
mi è venuta questa strana nostalgia di lui come se ci fossimo lasciati da un sacco e nostalgia di tutte le cose belle che abbiamo fatto insieme eccetera

poi mi ha appena mandato un msgino carino, ed è bella questa strana temporaneità-atemporaneità. il tempo non esiste, lo diceva anche Aistain.

ho passato una serata semplice e carina. alle 6 e mezza sono andata al cinema, all’Arsenale, con Daniela, e ci siamo viste 3 film di fila.

l’ultimo era Prime, ma un film proprio carino, che siamo uscire tutt’e due proprio piangendo dal cinema e ci siamo guardate piangere e ci siamo messe a ridere x’ piangevamo.

era la storia di questi 2 con troppi anni di differenza che stavano insieme ed erano davvero innamorati, ma una storia carina e x nulla patetica e in certe cose buffa ma un buffo che fa sorridere e in senso buono.
alla fine sembra che si lasciano. lui la tradisce una notte, in discoteca.

poi tornano insieme. io ho cominciato a piangere nella scena in cui c’è lui a casa sua con la sua tipa nello stesso posto e con la stessa inquadratura in cui l’hai visto con l’amante qualche sera prima. poi lei lo scopre, un po’ di scazzi eccetera…
poi fanno pace, si dicono cose bellissime, fanno l’amore eccetera.

poi c’è la scritta un anno dopo. si sono lasciati ma tu non lo capisci subito. c’è lui che va in giro con un amico e gli dice che vuole lasciare tutto e andare in centroamerica. poi vede lei da lontano, con altre persone. e si guardano affettuosamente e ti fa vedere tutte le immagini carine di quello che facevano insieme, con la musichetta e si sorridono e il film finisce così…
ed è devastantemente malinconico… poi x’ il film non è triste, racconta di un amore leggero e preso bene e poi che è finita ma sono felici tutt’e due ma questo è un sentimento strano.
un po’ mio e ho pianto un sacco. poi a me piace piangere guardando i film. l’effetto catartico, tipo la tragedia greca.

qui di seguito c’è il racconto del mio viaggio a Venezia. l’ho iniziato un giorno, poi continuato oggi. mi sa che non lo finisco +. oppure lo faccio man mano ma intanto lo posto, x’ averlo qui incompleto mi irrita.

stasera voglio bene a tutti, ho tanta voglia di essere abbracciata. quasi quasi vado ad abbracciare Daniela… chissà come la prende…

buonanotte, baci ^_^


On the road (again… and again and again)

oggi mi sento un po’ quentin tarantino e questa storia la comincio dalla fine

come tutte le storie belle, emozionanti, introspettiche e molto molto intime è difficile da raccontare, da spiegare… da riuscire a far credere…
è la storia di un viaggio in autostop, come ne ho fatto tanti, ma allo stesso tempo diverso dal solito.

ho deciso di abbandonarmi completamente alla strada e all’autostoppismo, e ciò, x come vivo io l’autostop, significa abbandonarmi ai miei autisti. (ci ho provato anche all’andata, ma con drammatici esiti)

ed ora invece… bhè, dai, cominciamo dall’inizio della fine del viaggio

no, quello che vi voglio raccontare è questo: che ho conosciuto un uomo, dell’età dei miei, con cui ho fatto un viaggio sconvolgente x’ mi sono umanamente abbandonata a lui nel modo + totale dell’espressione. gli ho raccontato di me, la mia vita, i miei stati d’animo i miei sentimenti, ma in modo così limpido e sincero che mi veniva da commuovermi mentre lo facevo, di questo xfetto estraneo, e adulto, con cui ho passato ore come se fosse un mio grande amico d’infanzia… ma poi soprattutto lui a me si è raccontato in modo sconvolgente e io l’ho capito in modo altrettanto sconvolgente e lui ha sentito che l’ho capito e non lo sò…

non avrei mai pensato che qualcuno potesse avere così tanto bisogno di me (x quelle poche ore e mai +!), e avermi trovato x caso e aver fatto sentire così bene una persona facendo quello che faccio sempre… (l’autostop!)

come tutte le cose migliori l’ho incontrato x il + puro caso.

ero al casello di Padova zona industriale. pollice in su, a scrutare la rotonda e fantasticare sul mondo che mi aspettava dentro la macchina che si sarebbe fermata. dopo 10 minuti una ford stascionvagon targata Romania accosta. chiedo al conducente dove va: Roma. xfetto! mi faccio portare fino a firenze, è un bel pezzettone!

l’autista è un uomo tra i 40 e i 50, basso e mingherlino, un po’ brutto x la verità e con una caratteristica insolita: ha gli occhi molto pelosi: le sopracciglia gli contornano gli occhi e gli arrivano fin sotto gli occhi. ci metto un po’ ad abituarmi a questa strana visione. è vestito di beige con una cravatta rossa e ha la carnagione grigiastra e quel simpatico accento degli esteuropei che parlano italiano (e bene!), che mi ricorda sempre la voce di Tom Hanks in The Terminal.
veniva dalla Romania (l’ho scoperto strada facendo durante il viaggio), dov’era in vacanza (tutto il viaggio di fila, con solo 2 ore di sonno a Budapest, in macchina) e vive in Italia dal ‘98 e fa il camionista. era uscito a Padova x prelevare e stava rientrando il autostrada.

ho imparato una cosa, su di me e dai miei rapporti umani in autostop.
la gente x sentire che esiste ha bisogno di RACCONTARE ciò che fa, di avere dei testimoni di quello che vive, ne ha proprio bisogno. così come io ho bisogno di questo blog e degli occhi di tutti voi (e di Attilio!) su di me durante le mie peripezie…

quest’uomo, un camionista solitario sempre in giro per l’europa doveva avere probabilmente un gran bisogno di raccontarsi. ha cominciato da solo, ad aprirsi, in modo spontaneo e caloroso…
poco a poco mi ha raccontato la storia di questa ragazza rumena, che aveva aiutato a venire in italia e ospitato x un po’ da lui e che si portava in giro durante i suoi viaggi in camion. mi è capitato di sentire racconti anche xsonali, o confessioni, dalla gente incontrata in autostop, ma questo tipo era un po’ diverso, era proprio come se mi confessasse un segreto, qualcosa raccontata mai a nessuno prima e raccontarmelo gli piaceva molto.
dopo qualche mese passato a viaggiare con lei lei era tornata in Romania x mettere a posto i documenti e poi era tornata in Italia senza avvisarlo ed era andata da un’amica, che faceva la prostituta e aveva cominciato a prostituirsi anche lei. lui la chiamava, x’ sapeva che lei era in Italia. gli diceva che faceva la cameriera ma non gli voleva dire dove. poi x qualche indizio e un po’ x caso lui l’ha incontrata, diciamo così, sul luogo di lavoro.
è una storia un po’ da film di Almodovar, me ne rendo conto.
aveva delle foto che mi ha fatto vedere. ce n’era una di lei. lei si chiama Alina.
era una foto che lui (che si chiama Mihai, che sarebbe Michele) le aveva scattato sul camion, mentre guidava. lei era sul sedile di fianco a quello dell’autista, addormentata. era una ragazza molto bella, aveva 28 anni.
c’erano altre foto di lei. ad esempio una in uno spiazzo con altri camion, un piccolo tavolino e due sgabelli di fianco al camion di Michele e il fornelletto con su il caffè.

mi diceva che era stato il periodo + felice della sua vita e quelle foto mi commuovevano proprio. immagino la vita di un camionista, che gira solo x l’europa, che sta solo tutto il tempo, una settimana in spagna, una in francia…
e poi all’improvviso quest’angelo accanto a lui…

poi mi ha raccontato della ex moglie, dei figli, di mille altre cose… parlava, parlava, con un gran bisogno di essere ascoltato. fare il camionista è una specie di scelta di vita. in un certo senso ci si condanna alla solitudine.
io pensavo all’autostop. alla “solitudine” del viaggio in autostop, in cui tutta l’avventura la si affronta da soli. ma che poi solitudine non è, x’ x qualche ora entri nella vita di qualcuno (e nella sua macchina, che cmq è una cosa sua un posto privato) e poi ne esci come un folletto danzante.

poi il grande dramma: avevamo passato Bologna. c’era l’autogril di Roncobilaccio a 20 km e avevamo deciso di fermarci a prendere un caffè, quando…. brrrrrrrrrrrrrrum, brrrrrrrrrrrrrrum… cazzo! la macchina è senza benzina, completamente senza benzina. e il tipo si ferma in una piazzola di emergenza in autostrada.
dopo aver ideato diverse soluzioni non resta che chiamare il soccorso stradale, x’ l’uscita + vicina è a 20km da noi, prima, e l’autogril a 20, dopo. e farli a piedi andata e ritorno, con taniche di benzina è fuori discussione. e fermare macchine ancora peggio.
il soccorso stradale ci mette secoli ad arrivare. io ho qualche secondo di disagio a immaginarmi ferma in autostrada, in mezzo al nulla e a nessuno, con quell’uomo, che aveva si l’aria affidabile, ma eravamo in mezzo al nulla… e se ci provava, che facevo? mica potevo prendere e andarmene, o cose così. o avevo anche ingenuamente paura che una situazione strana lo spronasse x’ ho imparato che gli uomini, cmq, non rifiutano mai una buona occasione e quando vedono l’opportunità ci provano.

ma gli ho fatto una domanda, che avevo in mente di fargli già prima mentre parlavamo, non sò x’. gli ho chiesto se era cristiano.
poi ho scoperto che era una specie di mormone e la cosa mi ha fatto sprofondare nella + profonda tranquillità e fiducia x il resto del viaggio.
poi mi ha colpito x’ mi ha risposto: lo ero.
ma in che senso?

nel senso che la bibbia dice che si può avere una sola moglie e stare solo con lei. lui è stato con un’altra donna. e allora non si può + considerare un cristiano.
ha avuto 2 donne in vita sua: sua moglie (di cui era mooolto innamorato), e Alina. anche questa cosa mi ha colpito molto.

(tralaltro non dubito della sua sincerità.
non dubito quasi mai della sincerità delle xsone. è il bello della spontaneità dei rapporti in autostop. agli sconosciuti ti senti libero di dire (parte) della tua + profonda verità. tanto non li rivedrai mai +. non ha davvero senso dire alcun tipo di bugia)

poi è arrivato il carro a trezzi (che costava 120 euro), ha caricato la macchina sopra e noi siamo rimasti sulla macchina che era sul carro a trezzi. questa cosa ha divertito un sacco Michele, che era contento come un bambino. ci ha portato a Roncobilaccio, dove abbiamo fatto benzina e bevuto un caffè. gliel’ho offerto io. prima mi aveva detto di no, poi subito di si. e poi uscendo mi aveva detto che sa quando accettare o meno le offerte e che aveva accettato il caffè x’ sapeva che a me faceva piacere offrirglielo e che tanto poi lui mi offriva una pizza (gli ho proposto + volte e senza successo la mia insalata di riso)
il caffè l’abbiamo preso lungo, da portar via, e l’abbiamo bevuto fumando una malbolo rumena, mentre il sole tramontava e il cielo era di un colore stupendo: quell’autogrill è carino x’ è in mezzo alle montagne.

poi si è continuato il viaggio. abbiamo parlato della situazione degli stranieri in Italia e del suo lavoro.
una volta ha guidato x 60 ore di fila dormendone 1 e mezza mentre aspettava che gli scaricassero il camion! il lavoro dei camionisti è allucinante!

alla fine si era proprio preso bene e ha deciso di portarmi fino a Pisa e passare x l’aurelia, io ho protestato un po’, ma continuare il viaggio insieme faceva piacere a tutti e due e poi lui voleva a tutti i costi mangiare una pizza con me. (poi ho capito che è x’ mangiare la pizza gli piace un sacco, ma va a mangiarla sempre da solo e voleva proprio mangiarla con qualcuno).

facendo la FIPILI, siccome autogrill con pizza non ce n’erano, l’ho invitato a mangiare a casa mia.
confesso che cmq non è una cosa così scontata e c’ho pensato 3 volte prima di farlo e mi è battuto il cuore facendolo, x’ il tipo era simpatico e non volevo cadere in malintesi, e la casa era vuota. ma era così carino e affidabile che sentivo il bisogno di costringermi a fare qualsiasi cosa carina potessi fare nei suoi confronti. non sò spiegarlo… mi trasmetteva tutta questa umanità… gli avrei donato un rene senza pensarci due volte se ne avesse avuto bisogno…

lui xò ha riufiutato, nella sua correttezza mormonica. dopo un po’ mi ha preso x mano (io adoro i contatti fisici, ma con gli sconosciuti e nelle loro macchine mi mette un po’ a disagio) e mi ha chiesto se mi ero offesa eccetera e che gli faceva piacere avere una ragazza x amica.

alla fine in un certo senso mi sono sentita sollevata dal fatto che abbia rifiutato l’invito. siamo usciti a Pisa e siamo andati a mangiare la famosa pizza, nella pizzeria di fianco alla gelateria dei coltelli e io ho mangiato la pizza + buona che abbia mai mangiato…

ho scritto tutto questo ieri sera. poi mi sono rotta le scatole e volevo continuarlo. in realtà non ho voglia di seguire questo tono troppo dettagliato x cui mi butterò in poco consecuenziali riassunti.

poi Michele mi ha regalato un pacchetto di sigarette rumene e ci siamo scambiati i numeri di telefono x’, se voglio fare un viaggio in spagna, mi porta lui (e non è una cosa da poco… magari può portare me e Attilio o andata o ritorno dal viaggio di quest’estate…) e mi ha salutato con molto affetto e non voleva mollarmi +. ma mi ha fatto tenerezza x’ al salutarci era così pudico che non ha nemmeno cercato di salutarmi con un bacio sulla guancia. allora gliel’ho dato io, e me ne sono andata contenta…

alcune cose voglio riportare dei giorni a Venezia: il manifesto di un collettivo femminista che si chiama “vengo prima” (oddio, che cattivo gusto! ^_^)
e una frase che mi ha detto Davide in seguito a non sò cosa (facendomi venire i brividi): “Sara, se non avessi le gambe lasceresti le scie come le lumache” (ma non era una frase di Davide, ma di una sua amica.

ora: l’andata
tra una cosa e l’altra piatti da lavare, zaino da fare Aaron da salutare e bici rubata in pieno giorno sotto casa (shit!) sono attivata nella mia piazzolina sull’aurelia alle 4 meno un quarto.
dopo un po’ si ferma una macchina che mi porta fino all’autostrada. è un ragioniere trentenne di Viareggio, che nel breve tragitto mi racconta di come la sua ex, che si chiama Sara, gli abbia fatto scoprire interesse x mille cose al di fuori del suo lavoro e ora il suo lavoro non gli piace + ma non vede molte altre strade da seguire. e ama il sole.
la cosa bella di lui (se mi posso permettere) è che aveva una bruttissima scottatura in faccia, che gli copriva tutta la parte in basso a destra della faccia, insomma, dal suo lato rivolto verso di me. una di quelle cicatrici di scottature che sembre ch la pelle si sia sciolta e si risolidifichi, liscissima e informe.
la cosa affascinante è il modo in cui gli crescevano i peli della barba al confine tra cicatrice e non cicatrice e certi buchi della cicatrice da cui uscivano peletti di barba, x’ la scottatura era senza peli. mi piaceva molto guardarlo.

avrei dovuto lascargli il mio numero. così… x’ ho deciso che lo lascerò a tutti, casomai qualcuno possa aver bisogno d’aiuto o di ospitalità…. xò poi non sò x’ non l’ho fatto.

al casello ho atteso un po’. cosa che mi ha fatto rimanere male x’ credevo di essere diventata così brava a fare l’autostop da aver dimezzato tutti i tempi di attesa. si è fermato un tipo col bmw da corsa, un imprenditore di Prato che si occupava di tessuti di lana o cose così. è stato gentile x’ mi ha portato fino all’entrata dell’autostrada che era già sulla strada x Bologna, e quindi mi ha risparmiato forse un’ora di viaggio o + (a trovare il passaggio x Firenze e poi un altro passaggio giusto). questo tipo ci ha provato, solo che in modo così soft che l’ho tranquillamente lasciato fare finchè non è arrivato al mio casello.
non ci ha mai provato esplicitamente, ma faceva battutine sui camionisti e sugli uomini e sul darla via e sul come facevo se Attilio era lontano e faceva proposte ma scherzando. come se volesse farmi intendere le sue intenzioni, ma allo stesso tempo non volesse perdere la faccia con una richiesta esplicita x beccarsi un no secco.

x ovvie ragioni a quest’uomo non ho lasciato il mio numero ne niente (cmq non vedo come potrei mai essere utile ad un imprenditore col bmw sportivo)
a questo casello ero già capitata tornando a Novara da Roma. lo conoscevo. non ricordo il nome (x’ ho dimenticato il mio atlante da Davide), cmq è a nord di Firenze ed è carino x’ è molto “raccolto” e circondato di verde.

zaino tra le gambe, altante ben stretto e pollice in su.
si ferma un gippone da città, di quelli che mi stanno sul culo (platonicamente) ed ecco un altro libero professionista, delle età dei miei e grassottello, con l’aria un po’ da mafioso. va a Nova Gorica al casinò.
ma wow! passa da Mestre, è un bel passaggione e non ho il casino di baipassare Bologna!

(un’altra cosa tenera che ho in comune coi camionisti è la conoscenza di certi angoli della strada. conoscevo la bologna firenze come [...]

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On the road (again… and again and again)

oggi amo: i rumeni, il concetto platonico di autostop e di famiglia felice, la fiducia cieca nel mondo, cioè negli altri.
oggi odio: i momenti in cui mi irrito e perdo il controllo dei miei stati emozionali poco positivi, il disimpegno

pisa-venezia in 4 ore e 3 passaggi
venezia-pisa in solo 2 passaggi (!) e un mitico rumeno estremista religioso cristiano che mi ha tanto commosso e offerto una pizza

come Sissy divento sempre +”brava” a fare l’autostop

una serata simpatica in una disco trash. un pomeriggio peloso in spiaggia a prendere il sole (in toppless, nonostante l’espressione perplessa di Davide)

lo scoprire o riscoprire quanto la gente abbia bisogno di essere ascoltata e raccontarsi, quando a me piaccia scrivere questo blog e immaginare un pubblico che mi guarda e mi capisce (e un Attilio)

il richiamo della strada, la solidarietà della bella gente incontrata
e la bellezza del rispecchiarsi negli altri in un certo modo

yauuuun… che sooonno!
buonanotte mondo!

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(da un email ad Attilio x’ sono di fretta e non faccio a tempo a scrivere…)

anticipo, x’ non credo farò a tempo a scrivere il blog, ciò che mi è successo ieri.

affascinata e spaventata dalla vita da strada voglio scoprirla. o forse no, è lei che scopre me, mi insegue.

ieri tornavo a casa dalle poste. avevo delle monetine disperse nello zaino, e c’era un barbone con una pentola con delle monetine dentro. gli sono passata davanti, che non c’avevo proprio voglia di togliermi lo zaino e cercare le monetine sperse… più in la mi sono detta: ma come cazzo… non gli dò 2 monetine solo x’ non c’ho voglia di frugare nello zaino??

(ultimamente vivo con quest’imperativo: cambiare il mondo! e cerco di applicarlo anche alle piccole cose, anche quando non c’ho voglia)

sono tornata indietro e gli ho dato 1 euro. mi ha dato dei braccialetti che faceva e dalle poceh parole che ha detto ho capito che era spagnolo. era il classico closciar(come si scrive?), con barba e capelli lunghi lunghi. gli ho chiesto di dov’era, e proprio spontaneamente ci siamo messi a parlare. mi ha raccontato la sua assurda vita, tipo che lui è il bambino ritratto nella banconota da mille lire eccetera. che non so se sia vero, ma era bello ascoltarlo. la gente mi guardava, li seduta, di fianco a lui. sono passati anceh un po’ di nostri compagni e mi salutavano.

visto che la sua vita era lunghissima e lui simpatico eccetera l’ho invitato a cena con me e alice. siamo andati insieme a fare la spesa alla Pam e venuti qua. non ha smesso di parlare un secondo, poverino, aveva un bisogno di essere ascoltato!

mentre stavo seduta con lui vicino alle poste (siamo stati lì + di un paio d’ore) mi sentivo strana, pensavo a mille cose.
pensavo che x anni mi ero immaginata e avevo pensato di attaccare discorso con la gente di strada e non c’ero mai riuscita o la vergogna e la paura me l’avevano impedito. pensavo che non mi vergognavo affatto a stare li seduta con lui, anche se la gente mi guardava, e me ne sono chiesta il perchè… forse mi sembrava legittimo, mi sentivo + come lui che non come gli altri… non lo sò…
mi sembrava di stare facendo qualcosa di carino, x lui e in generale, verso un ideale di mondo che mi piace. ma non avevo proprio la sensazione di stare facendo “volontariato” o cose simili.

xò avevo una stran sensazione di disagio. come se questo fosse un passo di troppo, come se mi sbilanciasse, mi facesse cadere troppo da una parte +uttosto che dall’altra, ma io non so ancora dove e come voglio tendere. come se… iniziando a frequentare barboni (uso questa parola x’ anceh lui si definiva amabilmente così) tendessi inesorabilmente anch’io al viaggio, a quel tipo di viaggio…

stò nel mezzo: vedo da una parte la vita normale dell’uomo medio, e mi fa schifo.
dall’altra la vita di strada. ma è brutta anche quella. in questo modo…. freddo fame solitudine…

una cosa che mi ha colpito di questo tipo, che si chiama Aaron e ha l’età dei miei, è che parlava spesso di soldi.. lui, x cui saranno preziosi anche i centesimi. e delle sue cose. ha un borsone su un carrello che si porta dietro ovunque. è la sua casa. vive nei parchi.
cmq anche l’uomo di strada non riesce a scappare alla materialità delle cose, e questo mi ha un po’ deluso.

Aaron ha cenato con noi, senza smettere mai di parlare. non ho ancora parlato con Alice, non sò cosa ne abbia pensato di questo strano e inaspettato ospite a cena. quando ad Angelo, credo che mi odi. si è chiuso in camera e non ci ha rivolto la parola, anceh se l’ho educatamente invitato a cenare con noi. visto quello che pensa su omosessuali e stranieri non credo che un barbone in casa gli faccia piacere.

siamo rimasti a parlare fino all’una. poi eravamo tutti stanchi e l’ho invitato a dormire qui, logicamente!
non ha assolutamente voluto. dice che si ammala se dorme in casa.
è tornato stamattina a farsi una doccia e ora è di la a cucinare, così mangiamo e poi parto.

tante cose mi hanno colpito tra cui: il fatto che non ci abbia assolutamente provato (è come se, dopo tanto autostop, mi fossi abituata che una certa categoria di uomini, di una certa età ci provi con me. infatti ero anche dubbiosa sull’invitarlo a dormire lì: gli ho offerto divando e sacco a pelo) ma non ci ha proprio provato x niente.
e poi che ieri parlava solo lui. non smetteva mai. e aveva seri problemi a relazionarsi x’ non riusciva ad ascoltare e nemmeno a rispondere alle domande.

stamattina invece (o forse x’ ormai mi aveva raccontato tutttta la sua vita) abbiamo proprio parlato, cioè una conversazione a due e anche lui mi ascoltava, e questo mi ha fatto piacere…
cmq parlavamo italiano, x’ lui è di barcellona e gli ho chiesto di parlare spagnolo, ma mi ha detto che non era la sua lingua.

tralaltro ha citofonato verso le 9 e ha risposto Angelo, dicendo che io non c’ero. poi lui è salito e ha suonato qui e gli ho aperto. mi spiace x Angelo. vorrei beccarlo da solo e chiedergli se la cosa gli dava fastidio e x’… cmq non mi piace irritarlo alle sue spalle. e cmq Aaron è un tipo pulito e educato…

…intutto questo naturalemente non potevo fare a meno di chiedermi cosa ne avresti pensato tu, che avresti fatto tu eccetera….

ah! ma una cosa bella è che ho già rifatto pace col mondo! e questo mi piace….

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