Archive for March, 2006

…voglia di azzurro e dirigibili gialli

oggi avevo voglia di azzurro.

quando l’altro giorno, presa bene, ho ritirato i vestiti li ho divisi x colore: rosa, verde, giallo, arancione, bianco, nero e millecolori.
mi mancano all’appello il rosso e l’azzurro. non sò x’. (tralaltro il rosa mi fa schifo e non riesco + a metterlo).
oggi avevo voglia di azzurro e in assenza di magliette azzurre sono uscita col pigiamino, cosa che, notoriamente, ti mette un pò di genuino buonumore.
tralaltro vesto questo piacevole gioco di azzurro e verde. ho le mutandine azzurre, la canottierina verde, la maglietta del pigiama azzurra e il maglioncino verde…
mi sono anche messa la matita agli occhi, ma adesso c’è un sole bellissimo, fa caldissimo e sono in canottierina, sola in casa.

aspetto l’ora di apertura dei negozi x portare a sviluppare le foto della Polonia e la bicicletta dal ciclista (si lo sò… sono cose che devo fare da secoli…)

sono stata a lezione (economia), a mensa con Alice e altri del primo anno (discorsi sulle elezioni, come al solito), poi alla Pam, a comprare biscotti x la colazione, x’ è da un pò che non riesco a farla e poi mi sono incamminata verso il fotografo (ben consapevole che a quest’ora è chiuso).
andandoci sono passata davanti ad un’agenzia di lavoro.

avevo + o meno rinunciato a cercare lavoro. ma leggendo distrattamente gli annunci ce n’era uno che diceva: cercasi operai alimentari con esperienza nel settore. allora sono entrata e ho fatto domanda.
chissà se mi chiameranno, sarebbe simpatico, alla fine… (solo che è a Pontedera, fuorissimo Pisa).

per Pisa (ho cambiato argomento) stà girando un dirigibile giallo (cosa che mi fa sorridere, x’ mi viene in mente la canzone dei Beatles Yellow Sunmarin (si scrive così?)) con su il faccione di berlusconi, cosa inquietante all’inverosimile. cammini x la città, poi vedi tutti intorno a te che si girano a fissare lo stesso punto del cielo, a bocca aperta e ti vedi il suo faccione di merda che veleggia nel cielo… mha….

ieri sera ho visto un film davvero brutto: Quando sei nato non puoi + nasconderti.
è dello stesso regista di La meglio gioventù, che è un film bello, bellissimo, ed è x questo che avevo scaricato il suo ultimo film…
praticamente è la storia di questa famiglia ricca e felice (papà, lo stesso attore dell’altro film, nonchè un uomo bellissimo, è proprietario di un’industria). un giorno vanno a fare una gita in barca a vela in Grecia e il bambino, che avrà 13 anni, cade in mare senza che nessuno se ne accorga e viene raccolto da una barca di immigrati clandestini.
tutti pensano che sia morto. la barca arriva in italia, gli scafisti scappano e arriva la polizia. il bambino intanto si è fatto amico di due ragazzi rumeni, che lo aiutavano sulla barca. così arrivati in Italia, anche se il bambino è stato identificato e ha chiamato i suoi genitori, decide di andare ad aspettare i genitori nel cpt coi suoi amici rumeni e la polizia ce lo lascia andare.
il cpt è questo posto un pò idilliaco dove tutti giocano a calcio e cantano sotto la doccia. quando arrivano i genitori decidono di adottare questi due amici del figlio e dopo varie vicissitudini tornano a casa col figlio, x’ x adottarli devono aspettare. in tutto questo si scopre che il ragazzo rumeno era maggiorenne e x la legge italiana dev’essere rimandato in Romania. a gestire il cpt c’è questo prete dolce e comprensivo che vorrebbe aiutare tutti.
così il tipo rumeno scappa dal cpt con la sorella e raggiunge la casa della famiglia felice. i genitori si prendono male all’idea di avere un clandestino in casa e decidono che il giorno dopo andranno dalla polizia e faranno tutte le cose x bene.
così quella notte i due ragazzi rumeni rubano tutto quello che possono e scappano. (bello, in un film denuncia sulle condizioni degli stranieri in Italia, che non è nemmeno seriamente di denuncia, fai vedere che gli stranieri che vengono accolti con tanto amorevole affetto (cosa che tralaltro succede a tutti…) rubano!)
mi ha fatto proprio incazzare.
però il figlio tredicenne ha capito tutti i drammi della vita e dell’umanità, ha capito che l’hanno fatto x necessità e disperazione e li perdona.
poi un giorno la ragazza rumena lo chiama, gli dice sono a Milano e riattacca. lui la va a cercare e alla fine la becca (non si capisce come) in una stanzetta, truccata e vestita bene e si scopre che il fratello (o il ragazzo, non si capisce) la faceva prostituire. lei non dice una parola e il bambino piange.
nella scena dopo è notte, sono seduti a un incrocio e mangiano un panino e poi partono i titoli di coda… mha…. che film brutto brutto bruttissimo e insensato!

ecco, è arrivata l’ora di apertura dei negozi, uscirò a fare le mie cosette. magari prendo il libro di econimia e vado a studiare alle piagge (questo bel parco lungo il fiume) e poi mi faccio un giro in centro in cerca di Nicola, che Attilio mi ha chiesto di salutare.

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…senza paura di voler strafare, io dormo al giorno 14 ore…

giorno di grandi incontri

oggi niente riflessioni… vi racconterò un pò di vita vissuta.

oggi c’era l’incontro x studenti lavoratori. ho intenzione di ricominciare a frequentare, ma siccome ho xso mille lezioni ho deciso di andarci lo stesso, poi ci sono andata anche x’ c’era Pino, il ferroviere, che è un grande.

stamattina mi sono svegliata accecata, con una congiuntivite terribile, che non riuscivo a tenere gli occhi aperti e sono stata una talpa x mezza giornata, ho vissuto nella penombra… chissà poi x’… ho anche le lenti nuove! cmq oggi sono andata in giro con gli occhiali x’ di mettersi le lenti non era proprio il caso.
di solito mettere le lenti mi traumatizza, invece oggi non mi dispacevo nemmeno così tanto.

cmq, sono andata a lezione. ho fatto la mia prima lezione di statistica, che ho scoperto essere interessante, e c’è un prof preso bene e simpatico.
poi c’era evoluzione e tutela dei diritti umani… e ho scoperto una cosa agghiacciante:
i giudici della corte suprema degli stati uniti sono nominati a vita dal presidente!
a parte che non mi piace l’idea di nominare a vita un giudice… a parte che è poco democratico che lo scelga il presidente (ma la divisione dei poteri, cazzo?!)… ma poi succede tutto così… a caso… cioè: se durante il mandato di un presidente i giudici schiattano tutti… lui li rielegge tutti. Bush senor ne aveva eletti tipo 5, ai tempi, e adesso Bush, da quando è al governo ne ha eletti altri 3… ma è allucinante!

vabè. poi sono stata a mensa con Pino. e ho scoperto che lui non vota.
ma non mi va di parlarne, non ne posso + di parlare di votazioni e tutte queste storie… cmq la cosa mi ha fatto un pò strano…

il pome, mentre ero fuori con Pino a fumare e studiare sociologia aspettando la prof è arrivata Maira (amica di Attilio) e siamo state lì un pò a parlare. finalmente un amico di Attilio che legge il suo blog e a cui non ho dovuto rispiegare da capo che ci eravamo lasciati…

c’era in giro anche Persival, il tipo peruviano… con su la felpa di Marco, che gli avevo prestato il giorno in cui mi sono messa con Attilio, quindi mesi fa. ma poi sono entrata a lezione e non me l’ha ridata.

poi, uscita da lezione ho incontrato Marta, la ragazza di Lecco con cui stavo sempre insieme (prima di conoscere Attilio)… che anche lei ha smesso di frequentare. e lei e il suo ragazzo si sono lasciati.

oggi era un bel giorno di primavera. c’era x mezz’ora un bel sole e x mezz’ora nuvole che sembrava dovesse piovere da un momento all’altro. quando sono uscita dall’università c’era un bel sole primaverile. mi è venuta voglia di andare ad ascoltare il tipo col cane che cantava Dio è morto.
l’avevo gia visto in giro qualche sera fa.
sarà il destino… (comincio a crederci)… ho camminato 5 minuti e me lo sono ritrovato davanti, con la chitarra in spalla e il cane (Botolo).

mi ha detto che tra un pò si metteva li a suonare. sono andata a fare un giro (fino alla torre, scolaresche di liceali italiani e spagnoli presi bene a farsi la foto tenendo su la torre, come tutti i turisti scemi ma presi bene) e sono ripassata di li.
era li a suonare dove l’avevamo sentito io e Attilio tempo fa. mi sono seduta sugli stessi gradini davanti a lui ad ascoltarlo. con lui c’era una tipa e un tipo.
dopo un pò che stavo li il tipo mi ha chiamato e sono andata a sedermi li con loro. mi faceva piacere. il tipo, che si chiama Paolo, è tra gli uomini + brutti che abbia mai visto, ed è pieno di croste che fanno un pò senso in faccia. (tralaltro seduta li con loro me la ghignavo pensando a quello che dice la Lali dei punkabbestia di Bologna).
invece il tipo che suona si chiama Nicola, ed è infinitamente carino, come prototipo umano.
ero seduta tra loro due e il cane. continuavano a passare amici loro, studenti, che si fermavano, suonavano qualche canzone, si facevano una canna. io stavo seduta li in mezzo e non centravo davvero nulla, ma il tipo brutto era proprio gentile con me.
ho spiegato a Nicola chi ero (non si ricordava di me), che qualche mese prima mi ero seduta li davanti, nello stesso posto, con Attilio (gliel’ho raccontata così, come se lui sapesse xfettamente chi è Attilio), ad ascoltarlo e che Attilio gli aveva chiesto di cantare Dio è morto.
tralaltro è una cosa che avevo già immaginato di fare. è simpatico quando fai qualcosa di piccolo e insensato, ma su cui hai fantasticato, così, a vuoto.
mi ha raccontato un pò di lui e mi ha suonato il fannullone, di de andrè, e mi sono innamorata di quella canzone. che tralaltro quando l’avevo ascoltata x la prima volta avevo pensato che era un pò la sua storia.

poi mi sono scocciata x’ c’erano tutti questi altri studenti che non conoscevo ma che loro invece conoscevano e che non mi cagavano, e io non funzioni tanto bene coi rapporti umani di gruppo e, accompagnando il tipo brutto a comprare delle birre, me ne sono andata.
ho voglia di stare un po’ tranquilla in casa e vedermi un film (strano, io non ho spesso voglia di stare in casa, se sono sola).
Daniela è partita oggi, ma la casa è un pò diversa senza di lei, mi sembra un po’ un punto di riferimento… sò che è sempre lì e ci posso parlare.

ho anche conosciuto un punkabbestia tedesco. Paolo mi ha chiesto se ci potevo parlare x’ lui non sapeva ne il tedesco ne l’inglese, x’ stava accasciato in un angolo e voleva che gli chiedessi se aveva bisogno di un antidolorifico.

queste strane esperienze hanno chiuso la mia giornata.
ho in testa la canzone il fannullone e mille pensieri… ho soprattutto voglia di avere intorno amici, ma amici tipo Davide, di quelli con cui si può dare tutto x scontato…

tralaltro questo week end credo che rimarrò a Pisa, x’ devo studiare econimia e biologia e sono stanca di girare (no, non è vero). poi se mi muovo lo so che non torno mai quando dovrei, come quando sono stata dalla Lali, che mi dicevo che sarei tornata domenica, invece sono arrivata qui martedì.

sono un pò scazzata, ho voglia di comunicare con qualcuno…
…ogni tanto faccio questa cosa un pò malata di mandare messaggi alla Chiara, ke xò tanto non risponde mai. allora le scrivo tutto il msg e poi le scrivo: mi fai uno squillo di solidarietà? e lei me lo fa…
è piacevole…

un’altra piccola psicosi che non riesco a eliminare è il fatto che quando sto con qualcuno sono famelicissima, sola invece non mi piace mangiare e allora non mi viene praticamente neache fame e mi nutro di barrette di cioccolato,come ieri sera… no, ma adesso mi metto su un film e mi faccio un serio piatto di pasta… ci sta…

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piccoli flussi di coscienza in libertà

sera sonnicchiosa.

oggi ho cazzeggiato un pò in casa, con la musica a palla, pranzato con Daniela. sono stata a lezione, ho scoperto di non aver passato economia (ma ho preso 17!!) ma la ridò il 6, assieme a biologia. uscita da lezione ho beccato Daniela e siamo state insieme al cinema… all’arsenale, dove paghi 3 euro di biglietto e ti puoi vedere 4 film di fila…

allora le riflessioni della giornata sono due. la prima deriva dalla conversazione tenuta con Daniela mentre mangiavamo, che, mentre mi racconta un po’ della sua allucinata vita mi da grandi consigli e mi reinterpreta la realtà.

oggi parlavamo del mio blog e di questa cosa che x me è quasi una necessità raccontare ad Attilio o ai miei amici cosa faccio eccetera, e che, in effetti è una cosa abbastanza tipica delle donne (come erica, la lali anche se in modo + discreto, o davide…). Daniela sostiene che è una specie di debolezza, che fa parte del fatto che non si sa stare da soli…
…allora mi è venuta in mente una riflessione che fa Kundera ad un certo punto dell’Insostenibile leggerezza dell’essere. quando dice che tutti hanno bisogno un pubblico (che x alcuni sono le xsone che si amano, x altri modelli immaginari, x altri ancora molta gente insieme eccetera) e mi chiedevo in che categoria posso essere classificata io… eccetera…
vorrei rileggere quella parte del libro, xò in realtà adesso non ne ho voglia.
mi piace tanto quel libro. è come se mi parlasse. e ogni volta che lo rileggo c’è qualcosa di nuovo, qualcosa che vedo con una luce diversa e cambia tutto l’insieme.

ma non solo questo. Daniela sembra vedere e capire le situazioni in un altro modo. mi piace tantissimo quello che mi dice, anche se mi dice tutte le cose che meno al mondo voglio sentirmi dire. non le riferirò su questo blog, ma mi fanno riflettere. lei sa dirti cose un po’ dure, ma ti fa venire voglia di reagire… un po’, x chi lo capisce, come Beppe Grillo..

tralaltro apro una parentesi, dedicata a Lali.
a Bologna ad un certo punto abbiamo iniziato un trip in cui associavamo i nostri amici a personaggi di libri…
ad esempio Sergio è un inetto di Italo Svevo. io, secondo la Lali, sono tipo una donnina dei libri di Isabell Allende eccetera. poi ci chiedevamo chi fosse la Lali e io non ho trovato risposte soddisfacenti. ora ne ho due:
una è che un po’ assomiglia alla tipa di Colazione da Tiffany (x’ mi ricodo di averlo pensato quando l’ho letto, ma è stato un sacco di tempo fa)
ma l’altra, e soprattutto… Lali è Thomas dell’Insostenibile leggerezza dell’essere.
da una parte x’ Thomas è quel personaggio che ama Tereza… ma la tradisce continuamente x’ è affascinato da mille altre donne (questa cosa, dell’amore col tradimento, che io ho sempre fatto fatica a capire…)
e poi x’ Thomas alla fine è un personaggio che fa tante cose, anche se ce lo si ricorda + volentieri x le sue donne. ad esempio è quello che fa il medico x passione, x’ da un senso alla sua vita, ma poi è disposto a buttare tutto via x una questione di principio, conducendo una sua lotta giusta, ma sola (infatti alla fine non firma la petizione x liberare i carcerati…)
insomma, x adesso è il xsonaggio che + si avvicina a lei. lo sò, è un uomo. ma secondo me anche questa cosa ci sta bene. Lali è senza dubbio femminile come genere… xò allo stesso tempo ha quel tanto di “sensibilità” maschile e dei pigli strani.
cmq, il tutto voleva suonare in modo positivo, in senso buono…

la seconda riflessione è un pò nata dal secondo film che ho visto (Bread and roses, bello, bello, se vi capita guardatelo) e dalla coinquilina di Alice

[apro una seconda parentesi. ho un'amica seria a Pisa, cosa che mi fa davvero ma davvero sentire un sacco meglio. è un'amica di Attilio che adesso è diventata amica mia, in questo mio lungo processo di emancipazione. sono stata a cena da lei ieri e al secondo film stasera. e in questi giorni studieremo economia insieme, x' entrambe siamo state bocciate, e forse sabato vado con lei a terrafutura, una fiera a firenze]

…la coinquilina di Alice (Paola) che mi chiedeva cosa voglio fare nella vita.

il film è la storia di questi addetti alle pulizie, messicani immigrati negli stati uniti, che entrano in contatto con un sindacato e cominciano a condurre lotte x ottenere l’assicurazione sanitaria. è uno di quei film seri, un pò di denuncia della realtà, che ti fanno vedere quanto fanno schifo le cose e ti fanno prendere male. tralaltro l’avevo gia visto, ma anni fa. adesso l’ho capito. ho pianto x mezzo film (io adoro piangere guardando film… l’effetto catartico dell’arte!)… poi mi veniva in mente Marco, e mi faceva uno strano effetto.
il film è bello anche x’ finisce male, ma ti lascia quel tanto di speranza, x’ la sanità la ottengono, e così finisce bene e male insieme.

cmq uscita dal cinema mi è venuto questo strano senso di frustrazione e di esasperazione, quello x cui ogni tanto Attilio si pigliava malissimo, nel sentire che non si può fare niente x cambiare le cose. vorrei fare anch’io tanto… vorrei cambiare il mondo! ma non so da che parte girarmi… quando racconto a qualcuno che non bevo caffè e non mangio banane vengo presa x scema. se faccio la raccolta differenziata Angelo dice che è inutile x’ finisce tutto nelle discariche lo stesso… e così via. e poi sento che, x quanto queste cose siano sensate e importanti non bastano, non bastano davvero. bho…
ho questo strano senso di inquietudine addosso. mi sento spesso come un animale in gabbia. è in questi momenti che il mio senso di libertà scompare. sono libera di fare ciò che voglio MA non posso cambiare le cose… allora che libertà è? è una libertà fasulla…
e questo sentimento unito al: ma cosa voglio fare della mia vita?

se chiudo gli occhi e penso a qualcosa che ho seriamente voglia di fare, adesso subito ho solo una risposta: viaggiare andarmene scappare. ho voglia di lunghi viaggi epici, di settimane e mesi x strada, di gente strana e di nostalgia di casa (di qualsiasi casa!). poi ci penso lucidamente e mi rendo conto che è stupido, che andarmene x un po’ non cambia le cose…
come quando quest’estate sono stata in Spagna 50 giorni… stavo bene. ma poi tornata mi è caduto proprio tutto addosso, i problemi con marco, la mia famiglia e non stavo meglio di prima anzi.

ma in tutto questo sento di non essere neppure del tutto xsa. so qual’è la direzione generale a cui tendo… xò… tutto il resto è inconcreto, sfumato.

poi mi ero ripromessa mille volte di cercare seriamente lavoro. sono senza una lira e dei soldi mi farebbero comodo… ma lavoro significa radici.
non posso trovare un lavoro adesso. devo andare a Roma, poi tornare a Novara, poi passare parte delle vacanze di pasqua coi miei…

tralaltro ho pensato a cosa potrei fare nelle vacanze di pasqua…
un viaggio alla cieca in autostop. potrei andare a trovare l’autostoppista gringo-francese che ci ha ospitato quest’estate… ha un senso?

poi x le elezioni con Lali e Davide abbiamo pensato di fare una veglia, lunedì notte, x aspettare insieme i risultati delle votazioni…

tralaltro oggi x caso ho trovato la tessera elettorale di attilio in un suo quaderno ^_^

oggi ho anche comprato tre barrette di cioccolato (di lusso: ho preso quello al gianduia e quello fondente con le nocciole intere….), di cui ne ho mangiate due, x cui adesso è il momento sigaretta.

continuo a fare sogni strani. ma spesso non me li ricordo. sogno piccole paranoie. a Bologna avevo sognato che il cesso della Lali si intasava… dopo aver postato questo post credo che inizierò il libro di tabucchi, così vado a dormire libera da pensieri angoscianti.

credo sia davvero tutto x oggi. ora spengo anche il pc x’ consuma un sacco di energia…sera sonnicchiosa.

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…non sei sola!

ho in testa la canzone non sei sola degli Africa Unite con Sud Sound Sistem, che ho ascoltato un sacco dalla Lali in questi giorni, allora me la senticchio e non ho voglia di accendere la musica x’ ho paura che mi esca dalla testa e invece non voglio x’ mi piace davvero un sacco…

tralaltro c’è una piccola novità che mi sconvolge un poco: il 7, quando Attilio torna a Roma ci becchiamo. gli ho scritto se potevo andare a prenderlo e lui mi ha risposto di si con disinvoltura, che doveva essere destino x’ arriva alle 15 e non ha trovato treni liberi prima delle 23…

bhè… che dire? dovrei essere contenta? si, no, non lo sò… bho…

pensavo che avrei dovuto lottare e discutere x questo. che magari non gli andava di vedermi, magari aveva paura di illudermi e risconvolgermi la vita, eccetera eccetera.
infatti avevo inizialmente in mente di scrivergli una mail in cui gli elencavo le ragioni x cui ci saremmo dovuti vedere e il fatto che non avrebbe portato conseguenze eccetera. poi ho deciso che ero stufa di tutte queste cose che lui definirebbe “patetiche” e ho lasciato perdere.
coesistono in me 2 correnti opposte: da una parte la voglia di viaggiare e fare mille e mille cose e un sacco di energie, dall’altra l’assoluta non voglia di lottare contro i mulini a vento. sento che non ne ho più le forze… che se si continuano a combattere battaglie che poi si perdono ci si stancherà di cominciarne di nuove….

così insomma, gli ho scritto in due righe che che ne pensava se passavo da Roma e mi ha scritto di passare, che non sa che effetto ci farà rivederci.

poi mi sono sentita stupida. in realtà non so x’ lo faccio. adesso che ci penso con lucidità mi rendo conto che è una cosa un po’ sciocca, un po’ insensata… che non so come mi farà rimanere. non so cosa avremo da dirci cosa faremo insieme in quelle ore… e soprattutto che questa specie di strano equilibrio precario che mi sono un pò costruita da quando ci siamo lasciati… ho un pò di paura che si rirompa.

non so spiegare come mi sento. è tutto strano.
mi verrebbe anche da dire che sono felice, certe volte, anche se può sembrare paradossale.
sò che sto mille volte meglio delle 2 settimane che ho passato qui prima di andare in Polonia. …la cosa bella che sento è che ho riscoperto me stessa. mi sono svegliata da questo strano incanto in cui vivevo solo x Attilio e da un giorno all’altro ho scoperto che il mondo è grande e bello, che c’è un sacco di gente da conoscere, di posti da visitare, di cose da fare e da studiare.
mi sento bella, viva, simpatica e interessante.
mi sembra di avere mille amici, anche se un pò sparsi x l’italia e quando ricevo un e-mail o un sms o una telefonata di davide mi sento felice.
mi sentivo felice anche stamattina, quando l’autobus, a Bologna mi ha lasciato vicino all’ingresso della tangenziale, ma li era proprio impossibile fare l’autostop, e allora camminavo sotto questo sole caldissimo, con lo zaino in spalla e la guida michelin rossa sotto il braccio, a lato della tangenziale, fischiettando Non sei sola sul rombo dei tir…
mi piace viaggiare, stare in giro, sentire che non sto ferma. e progettare cose.
ho così tanti progetti in testa, di viaggi, di lavori… di tutto!
mi sento improvvisamente libera di una libertà bellissima, sento che sono davvero padrona della mia vita, che posso fare davvero qualsiasi cosa io voglia…

…poi xò c’è lui… che quando ci penso mi viene un pò il magone e penso a mille cose bellissime e mi sento triste, anche se in un modo molto bello… sempre che possa essere bello sentirsi tristi.
il pensiero di fondo, riassunto, del mio stato d’animo è questo: sono felice x’ la vita è proprio bella, e l’ho scoperto all’improvviso dopo settimane passate chiusa in casa a piangermi addosso – tuttavia, quando penso che sei stessi con Attilio sarei infinitamente + felice di adesso, allora mi sento un pò triste.

xò sono contenta che anche lui abbia voglia di vedermi… adesso tralaltro devo trovare un modo x rintracciare matteo gobbi e chiedergli se mi ospita la sera prima, x’, andando in autostop, siccome Roma è lontana, pensavo di partire il giorno prima. e poi, se aspetto che Attilio prenda il treno… bhè, non posso fare l’autostop alle undici… è un pò un suicidio…

notizie meno emotive:
la Lali ha aperto un blog. ci ha messo un racconto carino carino, andate a leggerlo! sta tra i miei link… mi sta piacendo un sacco questa cosa dei blog. adesso spero che ne aprirà uno davide, anche x’ davide alla fine ha un sacco di storie simpatiche da raccontare ^_^
Davide mi ha chiamato domenica pome, mentre eravamo con Sergio a fare un picnik simpatico al parco di Bologna, che è proprio carino. dice ke x le vacanze di pasqua non ha ferie, quindi non si va da nessuna parte, e poi che gli piacerebbe venire in vacanza con me quest’estate, xò nulla di bici e autostop. così mi sono un pò resa conto che le vacanze mie e di davide sono inconcigliabili. magari potremmo farci, chessò, una settimana insieme… ma poi ho un’altra idea di viaggio.
sto cercando un compagnodi viaggio x quest’estate, tralaltro.
quando e se non lo troverò andrò da qualceh parte da sola in autostop.
L’uomo filosofo della Lali ha girato il mondo da solo in autostop, dev’essere, a suo modo bello…

Poi se andate sul blog di Attilio, che sta sempre tra i miei link, e da li su quello di Antonio, che sta tra i suoi link, bhè su quel blog ci trovate 3 foto carine di me e Attilio a Cracovia. ce n’è una simpatica, in cui ci siamo noi due in discoteca, con le magliette comprate in quel posto che vende vestiti usati al kilo e sorridiamo.

volevo metterle su questo blog, ma non ho capito bene come si fa e non ci riesco.

poi vi racconto un pò dell’autostop di oggi. oggi mi è andata davvero di lusso. dal centro di bologna ho preso un autobus che mi ha portato vicino ad un entrata della tangenziale a sua volta vicino all’entrata dell’autostrada. ho camminato un pò sotto il sole x trovare un punto della tangenziale in cui le macchine si potessero fermare. ho fatto l’autostop fino all’entrata dell’autostrada. poi l’ho rifatto e ho beccato una tipa grassa, che usciva alla prima, ma mi ha lasciato in autogrill e mi ha anche regalato un’accendino, x’ non ne avevo. in autogrill ho aspettato un bel po’. mi sono messa all’uscita, con due donne zingare che chiedevano l’elemosina e con cui ho chiaccherato un po’… ma era pieno di tedeschi, che se ne andavano impauriti quando mi avvicinavo a chiedere: scusate… sto cercando un passaggio.
poi ho beccato un 45enne simpaticissimo, che si èfermato a parlare un bel po con me… ma andava nell’altra direzione. ma poi, sempre questo tipo, ha visto una carroattrezzi di Pisa e me l’ha indicato. io ho chiesto all’autista del carroattrezzi, che mi ha portato direttamente fin qua…. una gran fortuna. così ci ho messo relativamente poco…

il tipo che mi ha portato fin qui era un sessantenne, un pò noioso x la verità, e con cui non si sapeva bene di cosa parlare.

così ho fatto una lunga rilfessione su un’altra cosa bella degli autostop:
da quando faccio l’autostop mi sento pervasa da una dolce fiducia verso il mondo… sto imparando a non avere più paura del prossimo e a non pensarlo come un nemico ma come qualcuno che può aiutarmi.
ma, cosa ancora + simpatica, x la prima volta mi sento in debito verso la società. ma non società intesa come sistema… no, proprio verso le persone. non sò…. c’è tutta questa gente che all’improvviso mi fa favori gratuitamente, gente che magari a volte allunga anche un pò la sua strada x riportare me… e io a tutte queste persone non do in cambio nulla. xò… se qualcuno x strada mi chiede una sigaretta magari gliela do, e magari do anche qualche monetina ai tipi col cane che stanno su corso Italia… e ho la piacevole sensazione che x stare bene col mondo non ci voglia molto. che è simpatico fare piccoli sforzi x gli altri, e riceverne.
…ho una specie di sensazione di solidarietà globale… mi sento più umana di prima, x’ è questa la sensazione che ho quando qualcuno si ferma e mi tira su… che è qualcuno che non mi ha riconosciuto come un’estranea, come quella che può essere pericolosa, malintenzionata eccetera poi non si sa mai tutte le storie che si sentono oggi in giro… ma come un’altra persona, uno come te.
poi si instaurano piacevoli rapporti tra due persone, quando una sa di stare aiutando e l’altra sa di essere aiutata. c’è un piacevole gioco delle parti che facilita le conversazioni e i rapporti umani.

è bello, proprio bello. scoprire che la gente attorno a me non è tutta stupida ignorante e cattiva mi fa proprio sentire bene.
ho proprio fiducia nel mondo, forse è anche x questo che ogni tanto ho questi piacevoli sprazzi di felicità.

x questo mi piace la canzone Non sei sola, degli Africa (come vorrei scaricarla, è proprio simpatica!)… ci riflettevo oggi, facendo l’autostop. (in realtà il testo della canzone non lo conosco, conosco solo quelle 3 parole e il ritmo). non sei sola mi sembra rivolto a me. mi sembra che sono io che non sono + sola x’ il mondo non è + fatto di estranei.

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diari di un’autostoppista sfortunata

aggiorno il mio blog da bologna… la Laly studia e mi ha lasciato il suo computer…

volevo raccontarvi del mio autostop fin qui, da pisa…

sono partito venerdì, verso le 4 e mezza cinque. ho camminato fino all’ultimo ponte, dove si prende la statale che ti porta fino all’autostrada, mi sono messa davanti ad uno spiazzetto e ho tirato fuori il pollice. il primo a prendermi è stato un militare di Lecce, un triste militare di Lecce con la macchina figa, ceh andava a viareggio e mi ha portato all’ingresso dell’autostrada. lì mi ha tirato un un carabiniere di poche parole in pensione, che mi ha lasciato all’autrogrill di Pistoia.
qui ho dovuto aspettare un pò… mi sono messa all’uscita dell’autogrill. era un uggioso giorno di pioggia e c’era poca gente. chiedevo a tutti un passaggio… finchè non ho trovato questo camionista greco, che passava da bologna.

sono andata con lui. sono salita su un vero camion, uno di quelli giganteschi…
…solo che poi, mentre arrivavamo a bologna mi ha chiamato mamma, e siamo state al telefono un bel pò. mi faceva la romanzina x’ non devo fare l’autostop (ma non le è venuto il minimo dubbio che lo stessi facendo in quel momento… ^_^) e poi abbiamo parlato un pò di attilio, x’ papà le ha riferito x’ ci siamo lasciati. mi sono ritrovata a spiegarle + o meno x’ e com’era andata. lei come mi aspettavo mi ha detto con soddisfazione: te l’avevo detto. e poi mi ha fatto un discorso un pò cattolico il cui senso era che non bisognerebbe andare con chiunque, ma aspettare la persona giusta. mi ha anceh detto qualcosa tipo: sì, insomma, non è che puoi dormire con tutti i ragazzi che ti stanno simpatici…
cmq, in tutto questo io ho perso l’autogrill prima di bologna e l’uscita di bologna, x’ cmq quel camion gigantesco non poteva uscire.
alla fine fino a modena non c’erano autogrill, ormai era notte, e il mio camionista è uscito ad un uscita di modena inculatissima, in mezzo al nulla, dove c’era il centro intermodale delle merci e basta e passavano solo camion. siccome mi pigliavo malissimo a fare l’autostop di notte li nel nulla mi ha detto di andare con lui a caricare, che poi ripassava da bologna e mi lasciava li.

sono rimasta li 4 ore, ad aspettare che caricasse e scaricasse il camion. nel frattempo mi aveva messo su una piccola tv con un brutto film di bruce willice, e mi aveva nutrito con dolcetti grechi…
ma io ero stanchissima, volevo arrivare a bologna, non ne potevo +…
poi, finito di caricare, ha deciso che era troppo stanco x riguidare fino a bologna. ma a quel punto mi sono incazzata e mi sono fatta portare fino al primo autogrill… in cui mi ha tirato su questa strana coppia, di cui lei non parlava mai, non mi ha nemmeno salutato, e lui, che guidava il suo mercedes a 170, arrivati a bologna (qui l’autostrada corre parallella alla tangenziale), ha accostato in autostrada, in mezzo al nulla e mi ha fatto scendere dicendo: attraversa la tangenziale e fai l’autostop qui.
così mi sono ritrovata a piedri tra l’autostrada e la tangenziale. dopo un pò sono riuscita ad attraversare la tangenziale (presa malissimo, x le macchine di vanno a 130 km\h), sono uscita alla prima e sono andata a piedi fino alla casa di un tipo che faceva questa festa in cui c’erano segio e la laly e bologna è grande, ho davvero camminato tantissimo.

…poi sabato la laly è andata a lezione. svegliata, ho parlato un pò di econimia con sergio, che è uno di quelli che pensano che il sistema non c’è bisogno di cambiarlo tutto, ma va solo migliorato, io invece citavo marx e gli facevo i miei discorsi contro la proprietà privata… vabbè… almeno è una persona con cui ci può parlare…

sabato sera abbiamo fatto l’aperitivo con spriz (campari col bianco, buonissimo!) in un posto in cui gli aperitivi costano 1 e 50 e poi siamo stati con dei compagni della laly qui a cena e poi a ballare raegge. sergio era angosciatissimo tutto il tempo x’ non aveva fumo e lo chiedeva a chiunque. la musica era simpatica. io ballavo, anche se io e la laly eravamo praticamente le uniche a ballare.

ieri invece abbiamo fatto un picnik a questo parco, che a me sembrava un raduno hippi, pieno di gente presa bene stesa sullerba a bere mangiare giocolare famigliole felici, cani….
e ieri sera abbiamo semplicemente guardato un film di woody allen..

adesso la laly ha finito di lavarsi i capelli e vado a farmi una doccia io…

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piccoli sprazzi di buon umore

sono presa bene

sono stata a fare l’esame, che era molto + facile di quanto credessi, anche se non credo di averlo passato x’ di 2 problemi da 5 punti ne ho fatto solo uno e le altre cose un pò a metà.

xò all’esame c’era anche Alice (una ragazza del terzo anno, da me sempre classificata come amica di Attilio). siamo state a mensa insieme e poi da lei a bere un caffè e mi sono proprio presa bene. finalmente qualcuno di sensato con cui parlare! stamattina ero proprio presa male, adesso il mio umore è cambiato radicalmente.

sto facendo lo zaino. stò x andare dalla Laly, in autostop, allora è meglio che mi sbrigo x’ non sò quanto ci metterò ad arrivare.

stamattina ho anche mandato un msg ad Attilio scrivendogli che ero triste e mi ha risposto con un messaggio consolatorio. ho la sua foto attaccata al muro qui di fianco al computer, quella che gli ho fatto a Bari, sul molo.
da lì mi guarda e mi sorride, con quest’espressione strana, che mi sembra appartenere ad epoche lontanissime…

piove.

indosso i pantaloni nuovi, quelli che ho comprato al mercatino di Varsavia x 7 euro. non li avevo ancora mai messi x’ erano troppo lunghi. pensavo di farli accorciare dalla nonna. xò poi mi sono scocciata e li ho messi lo stesso. sono 10 cm + lunghi delle mie gambe e quindi adesso ho i pantaloni bagnati fino al ginocchio.
vabè. sono dei normali jeans, ma i primi che compro dopo + di un anno, allora mi fanno un simpatico effetto.
mi sento carina.

bhè… adesso scappo, chissà che incontri farò questa volta! ^_^
non scriverò il blog x qualche giorno…
entonces… buen fin de semana a todos!

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studiando studiando

è tutto il giorno che sono a casa. domani ho un esame intermedio di economia, materia che non ho mai frequentato e di cui non conosco nemmeno il prof. oggi ho studiato 6 capitoli (!). mi sono xsino alzata presto x farlo. fa caldo, fuori c’è il sole e ho passato tutto il giorno in casa.
così sono nervosa e scazzata…

tralaltro questa materia è davvero interessante, ma mi fa incazzare a morte.
ci sono tutti questi grafichini, tipo con una retta che è la domanda che va in giù e una che è l’offerta che va in su, ad un certo punto si intersecano e quello è il punto di equilibrio e lì l’economia va bene.
il libro passa interi capitoli a spiegarti x’ ad un certo punto tutte le diverse rette si intersechino, quasi da sole, x magia, e lì l’economia vada bene… ma se non è così, nella realtà, nessun economista si è mai posto qualche domanda a riguardo? a cosa serve tracciare dei modelli che non descrivono la realtà ma la storpiano? che ti dicono solo come dovrebbero andare le cose, se tutto andasse bene?

poi ci sono davvero un sacco di stronzate… ad esempio: se uno stato produce troppe cose, ma non c’è abbastanza domanda, allora l’economia funziona male, ci sono eccedenze, si comincia a produrre di meno e c’è disoccupazione. secondo gli economisti una possibilità che lo stato ha x risolvere questo problema è aumentando la spesa pubblica.
se ad esempio uno stato aumenta le spese x la difesa, assume + persone e compra nuove armi, incrementando la produzione di armi fa assumere nuove xsone e così via…. fin qui sembra logico… no?

…ma come logico(?), se vi fermate un attimo a pensarci non è logico x un cazzo! x’: se uno stato ha già dei problemi economici, com’è possibile che stia meglio se spende le sue risorse x qualcosa di inutile (le armi e gli armamenti). i conti davvero non mi tornano.
forse gli economisti sono troppo xsi nel loro mondo di numerini e calcoli e se i numeri vanno bene allora va bene tutto.
io invece non capisco questo concetto strano x cui se non c’è abbastanza domanda e si produce troppo la soluzione al problema è creare domanda che in realtà non ci sarebbe… ma un sistema così è un sistema malato! se si producono cose inutili e la gente non le compra, a chi giova continuare a produrle?
sembra che il concetto di razionalità e utilità non venga in mente proprio a nessuno…

…un’altra cosa carina mi è venuta in mente leggendo il capitolo sulla disoccupazione.
dunque, quando la produzione diminuisce (x’ c’è poca domanda o x altre ragioni) si lavora complessivamente un numero di ore in meno e c’è complessivamente meno reddito. xò non è che tutti lavorano ore in meno. alcuni lavorano normalmente, altri rimangono disoccupati.
allora mi è venuto in mente Marcuse, quel tipo che abbiamo studiato in filosofia (un grande!) che sosteneva che in futuro saremmo stati tutti meglio x’ c’era disoccupazione e x’ alcuni individui lavoravano troppo e x questo erano stressati e infelici e quindi in futuro si sarebbe lavorato tutti quanti ma tutti di meno.
…chissà x’ non ci ha mai pensato nessuno…

…vabbè.
ieri sera invece ho avuto una conversazione davvero stimolante con Angelo e Daniela. Verso le 11 e mezza sono andata in cucina a farmi un piatto di pasta e non sò x’ ad un certo punto c’erano lì in cucina anche loro (i miei coinquilini).
Parlavano del dibattito in tv tra Rutelli e Casini. io facevo notare come avessero in realtà parlato non un granchè di cose serie. qui da dietro il computer ascolticchiavo e ho sentito un pò di storie sul matrimoni gay e l’eutanasia…
…così è nato questo discorso sui matrimoni gay. Angelo credo sia un pò omofobo. continuava a dire: ma se vogliono stare insieme che stiano insieme, nessuno glielo impedisce, x’ devono proprio sposarsi? io e daniela cercavamo di spiegargli che lo stesso ragionamento si può fare all’incontrario e che se si vogliono sposare a lui che fastidio danno…
Angelo è carino poverino, x’ è proprio l’uomo medio e vede la tv davvero tutto ma tutto ma tutto ma tutto il tempo. con questo non è che sia stupido o cattivo, ma è un uomo medio. ce l’ha coi gay, con gli stranieri e coi comunisti.
e allora io e Daniela ci abbiamo fatto proprio una conversazione interessante, abbiamo parlato un pò di tutto… dalle droghe, all’adozione alle coppie gay, agli stranieri (e qui…) eccetera eccetera…
daniela poi è proprio una grande… è carino parlarci, anche se è una xsona un pò cinica, in senso buono.

tralaltro ho scoperto che anche mio padre dice sempre: in senso buono. non sò se è una cosa che ha preso lui da me, o io da lui o se non centrino niente (non è che siamo stati molto insieme ultimamente, quindi…)

invece i giorni scorsi ho rivisto Alberto, il mio famoso ex sardo, quello con cui stavo via chat quando avevo 13 anni e che mi ha abbandonato x Pisa sotto la pioggia e con tutte le valige…
due cose mi hanno impressionato di lui: nonostante rientri xfettamente nel prototipo dell’uomo medio riesce a dire cose davvero intelligenti, x quanto fastiodiosamente moderate. e poi che quando esce di casa lascia sempre la tv accesa, x’ tanto non paga la luce. (ripigliati!).

x la pigra giornata di oggi non ho null’altro da raccontare.

o domani o sabato credo che andrò a Bologna dalla Laly. anche x’ mi sono presa bene a girare in autostop.

sulla sedia accanto al letto ho ancora tutti i vestiti dello zaino che ho disfatto tornata dalla Polonia, + i panni raccolti e non piegati, + diversi maglioni e giubbotti di attilio.
che palleeeee!

speriamo che almeno l’esame vada bene!

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l’effetto catartico degli autostop…

oggi sono stata a firenze in autostop. mi sono alzata alle 8 (infatti ho sonnissimo… troppo tropppo presto!), ho fatto i panini, una doccia, e ho seguito a piedi le indicazioni x la FIPILI, la superstrada Livorno Firenze.

Avevo con me l’atlante rosso michelin, quello che ho comprato ieri scontato del 50%, apposta x fare l’autostop.

camminando a caso alla ricerca dell’imbocco della superstrada sono arrivata all’areoporto (di Pisa) e lì ho cominciato a fare l’autostop.

dopo 10-20 minuti mi ha tirato su una uno fiat. era un professore di conservatorio che mi ha portato fino a cascina.

lì mi sono rimessa a fare l’autostop, all’entrata della FIPILI e si sono fermate 5 macchine (in 30 minuti + o meno), ma andavano tutti verso Pisa. xò la cosa mi ha preso bene.

poi si è fermato un camion.

così ho avuto quest’incontro illuminante e svagante, che mi ha messo un sacco di buon umore, con questo camionista bulgaro di 36 anni, che parlava benissimo italiano e che doveva passare da firenze, ma dall’autostrada ed è tornato fino a Pisa e ha preso l’autostrada da lì… vabbè…

e poi abbiamo fatto tutta la strada parlando un sacco. parlava soprattutto lui. si vedeva che era proprio contento di avere un compagno di viaggio… si lamentava del fatto che in italia non ci sono tanti autostoppisti. mi ha raccontato tutta la sua vita… ma in un modo proprio bello. poi fumava sul camion e così potevo fumarci anch’io.

abbiamo parlato del + e del meno. della bulgaria, della dittatura e di com’era essere giovani durante la dittatura, del perchè è venuto in italia, di dove vive e come si trova, del suo cane, del suo lavoro e di altro ancora.

fare l’autostop è davvero bellissimo (anche se ti stanca un sacco, x’ devi aspettare ore in piedi, e poi devi interagire con chi ti carica…). a parte che puoi andare dovunque senza pagare… vantaggio non indifferente (ora che ho scoperto che è così facile fare l’autostop mi si apre un mondo di possibilità di viaggi, io, che sono xrennemente senza soldi…) e poi è bella questa cosa che conosci un sacco di persone.

bho… sono proprio commossa e esaltata dal fatto che questo tipo, di cui non ricordo il nome, x’ era strano, mi abbia raccontato la sua vita, anche se non abbiamo nessun tipo di rapporto e non ci rivedremo +.

quando sono scesa l’ho ringraziato e anche lui ha ringraziato me.

poi, vabbè, mi ha lasciato al casello, e da li ho dovuto chiedere un passaggio a due tipi, una giovane coppia di milano, che andavano in vacanza a firenze in camper. ma erano un pò antipatici… e giravano a caso x la città, senza una cartina, incazzandosi x’ non erano segnati parcheggi x i camper…

cmq, dopo queste disavventure e un pòdi ore di viaggio ho fatto un pò di strada a piedi e raggiunto papà, che era in gita a lì con un seconda superiore (che carini… sembravano così piccini e innocenti!). sono stata con loro al museo dell’accademia, dove ci sono un pò di statue, tra cui il vero David di Michelangelo. x la verità non è che faccia una grande impressione. sono giunta alla conclusione che non è poi diverso dalle mille riproduzioni che ci sono in giro. e che cmq non è bello.

poi siamo stati agli Uffizi.

non sò x’ mi ero fatta l’idea che fossero una cosa interessante, o cmq da vedere prima o poi. certo di mio non ci sarei andata, ma visto che ci potevo andare gratis, e in + era un’occasione x vedere papà ci sono andata.

ci sono un sacco di quadri. messi lì, tutti insieme, sono anche un pò pesanti, nel senso che dopo un pò ti sembrano tutti uguali.

c’era la primavera di botticelli e quell’altro quadro in cui c’è venere nuda nella conchiglia.

da una parte fa piacere vedere quadri famosi, che alla fine esteticamente possono anche essere belli. xò non mi trasmettevano assolutamente nulla. nessuna emozione o fantasia.

allora sono giunta alla personale e forse un pò superficiale conclusione che la bellezza dell’arte sta nel suo effetto catartico, e che se non ti trasmette nessuna emozione o immaginazione è inutile. e quindi non è arte.

la cosa carina è che anche mio padre era daccordo.

l’unica opera che mi ha colpito un sacco erano due quadri, quelli dipinti su legno che probabilmente hanno anche un altro nome, che io non conosco. erano di adamo ed eva. due quadri divisi, ma fatti apposta x stare l’uno accanto all’altro.

i due sono nudi, e si guardano da un quadro all’altro. eva ha uno sguardo seducente e provocatorio e il volto disegnato in modo realistico.

voglio cercare quell’immagine su internet. mi piaceva il gioco di sguardi tra i quadri e quell’aria molto poco innocente, che non è molto tipica dei quadri del rinascimento. finalmente una donnina nuda che sembra avere l’aria di rendersene conto!

poi ho rivisto papà.

mi ha abbracciato e tirato le orecchie.

all’inizio non sapevamo di cosa parlare. io avevo mille potenziali cose da raccontargli. ma non sò x’ certi tipi di comunicazione con lui non mi escono. abbiamo parlato di libri letti e film visti e platonicamente di città visitate. (nel senso che gli ho parlicchiato di Cracovia, non di me a Cracovia).

poi, salendo le scale degli Uffizi, gli ho detto che io e Attilio ci eravamo lasciati. è la prima xsona della mia famiglia a cui lo dico.

è rimasto un pò senza sapere cosa dire. + avanti, quando è finita la visita guidata mi ha fatto un discorso impacciato sul fatto che ultimamente i rapporti tra ragazzi e ragazze vanno tutti molto veloci. poi mi ha detto che esistono un sacco di ragazzi interessanti al mondo, ma forse si può passare del tempo con alcuni di loro anche senza starci insieme.

io gli avrei voluto dire mille cose. ma poi non ci riuscivo, mi sentivo stupida. chissà se si è chiesto come e x’. a me cmq non ha chiesto nulla. e poi non se ne è + parlato.

poi mentre scendevano dalla cupola del duomo abbiamo parlato di lui e mamma. ho scoperto una cosa carina: quando si sono messi insieme.

e ho fatto una scoperta interessante… che in realtà implica un sacco di cose, ma che al momento non riesce a scuotermi.

i miei si sono messi insieme nel 1984. si sono sposati nel 1985 e io sono nata nel 86.

questo conferma i miei sospetti da lunghi tempi… mia madre è una ragazza madre e i miei si sono sposati x’ dovevo nascere io.

si sono sposati quando mia madre era incinta di 3 mesi.

due pensieri mi fa scaturire questa cosa:

1- se mia madre non fosse rimasta incinta loro sarebbero cmq rimasti insieme? e se così non fosse, come sarebbe stata la loro vita? sarebbero stati + felici?

2- ora capisco x’ mamma si è scazzata così tanto quando mi sono sposata io.

ma allora… se io fossi rimasta incinta di marco… staremmo ancora insieme? avrei passato con lui tutta la vita?

papà mi ha anche portato dei film e 2 libri di Tabucchi, siccome mi è piaciuto un sacco leggere Sostiene Pereira.

Angelo, seduto sul letto di fronte a me si guarda il dibattito da Casini e Rutelli ha un volume un pò fastidioso e non posso fare a meno di ascoltare e mi irrita.

Tralaltro devo studiare tantissimo x un esame di economia, materia che non ho mai seguito, venerdì.

Ma ultimamente soffro di un’inquietudine strana e avevo voglia di scrivere.

La cosa strana è che di solito durante il giorno penso alle cose che racconterò ad Attilio quando li scriverò. oggi ho scritto queste cose su un blog e mi fa un pò uno strano effetto.

Attilio a tratti sostiene che blog tipo questo, in cui ci si sputtana e basta non abbiano senso.

io lo scrivo a titolo sperimentativo. se mi piacerà farlo, continuerò.

che ne pensate?

… a proposito… ma a qualcuno interessa tutto questo?! ^_^

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