…piccole gioie

…della mia vita in Turchia…

Frutta!!!

La frutta qui costa la meta’ che in Italia, a volte anche meno. Ed e’ tutta buona, buonissima. Pesche, cigliegie, fichi, uva… da Cem compravo un sacco di frutta al supermercato sotto casa. Era praticamente l’unica cosa che mangaivo, perche’ quando fa tanto caldo non ti viene tanta fame. Mi piaceva sbucciare tutta la frutta, tagliare le pesche, mettere tutto su un unico piattone colorato e lasciarlo in frigo. Poi quando Cem tornava da lavoro ci siedevamo insieme a chiaccherare e bere una birra mangiando la frutta gia sbucciata (ho provato a cucinare per lui un paio di volte, ma non ha amato molto la mia cucina)

Çay!

I turchi bevono te’ come matti. Il te’ turco si chiama ciai. E’ un te’ ristretto, come il nostro caffe’ rispetto a quello tedesco. Lo bevono in questi bicchierini piccoli piccoli e per mescolare lo zucchero usano cucchiai ancora piu’ piccoli e lo bevono sempre. Se mangi al ristorante il çay e’ incluso, non lo devi pagare. E dovunque vai e con chiunque stai ti offrono sempre un po’ di çay.

Fumo!

Qui non c’e’ la nostra legge salutista, si puo’ fumare dappertutto! Per un fumatore e’ una gioia. Cem non fuma. All’inizio andavo a fumare sul balcone e me lo trascinavo dietro, perche’ di solito la sera la passiamo a chiaccherare. Dopo un po’ si e’ stufato di seguirmi fuori e mi ha dato il permesso di fumare in casa.

Libri…

e’ un periodo in cui leggo un sacco. A Istanbul mi accompagnava Il vagabondo delle stelle, di Jack London, che ho quasi finito, ed e’ molto bello. A Istanbul tutte le distanze sono gigantesche. Ci metti un’ora minimo per andare in qualsiasi posto, ma di solito anche di piu’. Mi sono ripromessa che portero’ sempre con me un libro da leggere in autobus.

Politica

La politica turca e’ stupida e irritante quando quella italiana. Io e Cem parliamo praticamente solo di quello, visto che gli argomenti personali non si toccano e passiamo la giornata io da sola e lui a lavoro. Per le strade di Kartal, il quartiere in periferia dove stiamo, i muri sono ricoperte di scritte di sinistra ricoperte dal simbolo delle tre lune, che e’ il simbolo del partito nazionalista islamico. Oppure il simbolo di quel partito e’ coperto da falci e martelli, o cose cosi’.

Cem mi ha praticamente detto che se voglio posso andare a vivere da lui per i prossimi sei mesi. Ci ho pensicchiato anch’io, ma la cosa mi inquieta non poco. Prima di tutto ho il terrore che prima o poi ci provi.. il che mi metterebbe in una situazione non poco brutta, anche perche’ lui e’ l’unico amico che ho a Istanbul. Poi e’ un uomo grande e lavora, e io pensavo di lanciarmi in una divertita vita universitaria. Poi vive a un ora dall’universita’… e poi quella rimarrebbe sempre e comunque casa sua… d’altra parte pero’ starei da lui quasi gratis e poi li so gia’ che mi trovo bene… bho)_?!

Stefano invece non si e’ piu’ fatto sentire da quando sono partita. Ogni volta che apro la posta e non ci sono email sue sento una cosa brutta allo stomaco e spero che sia solo perche’ non ha ancora controllato le email.

Samsun

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Sono a Samsun infine. Ho preso l’autobus per venire fin qui, in un attacco di pigrizia e perche’ mi hanno convito tutti a farlo. Ma San Leopoldo mi ha punito… prendere l’autobus e’ stato un incubo. La stazione da cui sono partita altro non era se non un parcheggio, con un casino di autobus, un bordello allucinante, non riuscivo a trovare il mio e poi e’ arrivato con un’ora e mezza di ritardo e con altrettanto ritardo a Samsun. Sono qui da stamattina. Ho girato un po’ per il quartiere dell’hotel con la mia coordinatrice. L’hotel e’ un posto abbastanza sfigato vicino al mare, ma lontano da facolta’ e centro storico. Ho il bagno in camera e una piccola cucina. Nessuno degli altri ragazzi del corso (4 tedeschi e 2 cechi) e’ ancora arrivato, cosi’ in uno dei miei attacchi di solitudine ho fatto la spesa e sono tornata a casa con 3 sacchetti pieni e una pentola. Poi mi sono all’improvviso accorta che mi mancavano un sacco di cose: uno strofinaccio, uno scolapasta, una spugnetta per lavare i piatti e il sapone per farlo, un cucchiaio o qualcosa per mescolare quello che sto cucinando, ecc… ma ho deciso che potro’ ben fare meno di tutto cio’ e per pranzo mi sono fatta una pasta al sugo scotta (il fornello e’ elettrico: un inferno). Mangiare in posti pubblici da sola mi mette davvero l’angoscia.

Anche se non e’ spiacevole stare qui, cosi’ come non era affatto spiacevole stare da Cem a Istanbul continuo a chiedermi che piffero ci faccio qui.

Uno: mi manca Stefano come non mi sarei mai aspettata. Ho voglia di vederlo e di sentirlo e penso a tutti i disastri che ho combinato con lui e mi viene voglia di sbattere la testa contro il muro.

Due: qui intorno e’ pieno di orti. Quando lavoravo la terra dopo un po’ mi scocciavo del lavoro fisico: monotono e faticoso. Ora invece appena vedo un orto vorrei passeggiarci dentro, vedere che verdura c’e’, riconoscere le piante, odorarle… e poi mi piacerebbe anche occuparmi di loro. Ma perche’ sono venuta a fare una cosa fighetta come l’erasmus e non la wwoofer???

Infine oggi mi sono tagliata i capelli perche’ mi davano davvero fastidio, da sola, per la prima volta. Ma li ho fatti troppo corti. Bhe’, entro il mio ritorno in Italia ricresceranno…

Quanti nuovi o vecchi lettori ho? Mi lasciate un commento?

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San Leopoldo, protettore degli autostoppisti

In un autogrill sulla Torino Venezia, uno di quelli grandi, col ponte e il ristorante, c era una cappella. Siccome non avevo mai visto cappelle negli autogrill sono entrata. C era una statuetta in legno di San Leopoldo. Ho pensavo che era un coincidenza favorevole e ho deciso di eleggere San Leopoledo protettore degli autostoppisti_ metti caso che esiste davvero e mi sta ascoltando… tantovale provare a chiedere qualche piccolo favore.

E ho fatto uno degli autostop migliori della mia vita: Novara- Istanbul in 36 ore esatte!

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Sono partita da Novara lunedi mattina alle 9 e mezza (mi scuso ma la tastiera turca non possiede accenti…). Un tipo in macchina mi ha lasciato al solito autogrill prima della barriera di Milano. Da li ho trovato una serie di passaggi in camion fino a Lubijana_ tra cui un camionista slovacco che viaggiava col figlio e uno ungherese che non parlava una parola di italiano o di inglese. Alle 7 di sera ero a
Lubijana e stava diluviando, in un autogrill abbastanza sfigato. ci sono rimasta per 3 ore… mentre mi convincevo sempre di piu che la notte non sarei riuscita a muovermi di li. Ho chiesto ad un bel po di camionisti passaggi, ma quasi tutti si fermavano a dormire in quella stazione di servizio. Dopo un bel po che giravo tra ? camion col kway e i sandali, sotto la pioggia, presa malissimo e spaventata da tutto e
non chiedevo nemmeno piu passaggi perche avevo paura di richiedere un passaggio alla stessa persona e farci una figuraccia, si e avvicinato un tipo e mi ha offerto un passaggio (wow!)… fino a Belgrado (wow!).

Erano due camionisti serbi, che viaggiavano insieme sullo stesso camion. Giovani e simpatici… parlavano 5 parole di inglese in croce e io mi ricordavo ancora 5 parole in serbo… ma e stato grandioso, con 10 parole in comune e gesti siamo riusciti a comunicare e ci siamo anche un bel po divertiti… la conversazione si svolgeva piu o meno cosi: uno dei due mi diceva una frase in serbo. Io sgranavo gli occhi e mostravo di non aver capito nulla e loro si mettevano a gesticolare e a spiegare come potevano quello che volevano dire.

Siamo arrivati al confine con la Serbia alle 4 e mezza del mattino e loro mi hanno detto che si sarebbero fermati a dormire fino alle 10, per poi proseguire per Belgrado. Io vevo visto abbastanza movimento, nonostante l ora notturna, e cosi gli ho ringraziati e ho continuato ad autostoppare. Mi sono messa dopo il confine, all uscita dei camion (speravo sempre di beccare un camion turco, c n erano in giro molti). Faceva un freddo cagnaccio e tirava vento. Di macchine ne passavano poche e camion ancora meno. Dopo un po si e fermata una macchina italiana che andava in romana, quindi mi poteva portare fino a Belgrado… ma ho rifiutato il passaggio convinta che il confine fosse un buon punto da cui trovare passaggi anche piu lunghi.
Cosi ho aspettato altre 3 ore al freddo, maledicendomi per aver rifiutato quel passaggio… finche…

Finche ho trovato il passaggio piu lungo della mia vita! Si e fermato un tipo con una mercedes vecchissima dalla targa strana. Era di Cipro (come si chiamano gli abitanti di Cipro??). Era un tipo affascinante e simpatico e parlava anche bene inglese… cosi ci siamo fatti tutto il viaggio insieme e mi ha lasciato sotto casa di Cem, il tipo che mi ospita qui a Istanbul. 1100 km o forse di piu con lo stesso passaggio! E cosi sono arrivata prestissimo perche eravamo in macchina e lui non si e mai mai fermato.

Era un individuo simpaticamente losco. Aveva 38 anni e il fascino degli uomini di mezz eta dei film. Come lavoro comprava mercedes usate in Germania e le rivendeva a Cipro a prezzo doppio. Aveva due passaporti, ma non mi ha voluto spiegare cosa se ne facesse. Mi ha lasciato fumare e dormire in macchina, mentre continuava a guidare. Guidava come un pazzo, faceva dei sorpassi azzardatissimi che mi facevano venire la pelle d oca. Aveva con se una scorta di patatine e biscottini perche dalla Germnia a Cipro non si fermava davvero mai. Solo per fare benzina e dormire (4 ore a viaggio in tutto) e quindi mangiava schifezze guidando. E poi e stato proprio carino perche mi ha lasciato qui sotto casa di Cem (e il tipo che ha ospitato me e Attilio l anno scorso).

Ieri ho fatto un giro a Istanbul. La cosa che mi angoscia di questa citta e che e cosi grandissima e immensa che non riusciro mai a visitarla tutta, a conoscerne i confini.

Eppure e strano, andare in giro per Istanbul da sola mi mette tantissimo a disagio. Mi sento cosi diversa dagli altri, sento che si vede lontano un miglio che sono occidentale… eppure vedo i turisti in giro e non mi sento affatto come loro!

Continuo a chiedermi come sara vivere qui sei mesi… ancora l idea mi sembra strana.

Cmq l autostop mi ha messo addosso un sacco di energie positive e voglia di muovermi e viaggiare. La cosa strana e che l autostop mi piace farlo da sola. Odio autostoppare con altra gente, la cosa mi angoscia davvero tanto… ma quando sono ferma in un posto odio stare da sola.

Domani o dopodomani ripartiro per Samsun, dove faccio il corso di turco. Giro col dizionario e qualche parola l ho gia imparata… ma il turco e una lingua davvero difficilissima! Non esistono gli articoli ne cose tipo: a, per, di, di… ci sono solo i sostandivi con vari suffissi improbabili, che fanno vedere l articolo e i casi e vengono fuori queste parolone buffe e lunghe, come in tedesco.

Con la Turchia c e il fuso orario di un ora, c e un ora in piu che in Italia.

…ora vado a mangiare e in citta, alla ricerca di una buona cartina per fare l autostop e di una scheda turca.

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Back!

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Sono tornata!

Da quando lavoravo in frabbrica sono successe mille cose e ora che ho di nuovo qualcosa da raccontare ricomincio a scrivere il mio blog!

Ho lasciato il lavoro (e Attilio) a febbraio. Ho cominciato a girare l’Italia col Wwoof, ho conosciuto Stefano… sono stata in un sacco dı posti, sono stata in Marocco… e continuo a viaggiare in autostop, anche se quest’anno non sono pıu’ piedinudista perche’ ero davvero stufa di tutti gli sguardi che ricevevo per strada….

…e ora ritorno ad allietarvi con le mie avventure…

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che periodo strano!

stamattina mettevo a posto casa. ho piegato qualche maglietta di Pulcino e l’ho ritirata nel cassetto. mi sono sentita incredibilmente mamma.

mi sono sentita incredibilmente in trappola della più comune e normale vita. di quelli che lavorano e la domenica stanno a casa a riposare. gli ultimi ingredienti per una normale normale vita che ci mancano sono un figlio o un cagnolino.

e mi è venuto in mente quella volta che da davide avevo visto la fine di jurassic park e mi era venuta una gran malinconia e una gran voglia di vita normale, quella della famiglia felice che scarta i regali sotto l’albero di natale, insomma.

invece ora mi fa proprio schifo, so che c’è qualcosa che non va e non capisco bene cosa, o come reagire…
…e un’idea che mi è saltata in testa all’improvviso è che ho fatto male a venire a vivere con Attilio, perchè era troppo presto… e ora mi ritrovo intrappolata in questa strana vita che credevo fosse tutto quello che volevo e invece è più che mai insoddisfacente e non so dove andare a cercare il problema… o come risolverlo…

…ora, come sempre, vado a lavorare

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Foto del giorno!

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 Ecco la foto del giorno! Noi in pigiama con degli ospiti portoghesi. Sicome la foto l’abbiamo fatta in sala, davanti al muro bianco, era tristissima, allora abbiamo messo questo simpatico sfondo!

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Varie ed eventuali…

Ieri Alice è capitata da me con una barretta di cioccolato e ben decisa: mi ha detto TU OGGI ESCI CON ME… e mi ha trascinata fuori di casa, con Attilio perplesso che aveva appena cominciato a dare la sua lezione a una ragazzetta sveglia.. (ora ogni tanto da ripetizioni)

Perchè nel frattempo ho passato altri due giorni di pianti continui, e in uno di questi due giorni Pulcino ha avuto la bella idea di trascinarmi a casa Alice, con me che ero triste e incazzata e non volevo vedere proprio nessuno, al massimo stare un pochino con lui… ed è iniziato questo pomeriggio strano in cui io ero triste e piangevo ma mi vergognavo a piangere davanti a loro. Poi è strano, non mi vergogno a piangere davanti ad Attilio e nemmeno ad Alice… ma tutt’e due insieme… era così fastidioso! …e imbarazzante…

Cmq mi sto un po’ ripigliando e Pulcino da ieri sera ha simpatici moti di tenerezza nei miei confronti e continua ad abbracciarmi.

Abbiamo dormito tantissimo e ora fa un sacco di freddo e c’è il classico cielo un po’ invernale senza sole… a parte questo stiamo ospitando sei ragazzi di Benevento-Napoli, che sono andati a presentare uno stand al Lucca comics e che ieri sera hanno fatto una pasta ai funghi buonissima… se non fosse che due erano simpatici mentre tutti gli altri ci hanno cagato davvero poco, hanno comprato guanti e spugne e pulito il bagno prima di usarlo (!) e poi hanno imbucato a cena altri due, due “terroni” del nord (Bustarsizio) che prima di andarsene ci hanno chiesto se ci dovevano qualcosa… [ma a chi cazzo viene in mente, dopo una cena a casa di qualcuno, di offrire di pagare qualcosa... ???? mmmmm...]… e alla fine è stato fatto un casino allucinante, proprio questo week-end che c’è a casa anche Angelo…

Invece l’altro ieri sono partiti i due svedesi. Mi sono accorta di non aver scritto nulla di loro, ma erano proprio carini… Abbiamo mangiato con loro la prima sera e la seconda hanno cucinato loro… erano biondi biondi e molto gentili.
Abbiamo scoperto che in Svezia è usanza comune che i ragazzi, finito il liceo, si prendono uno o due anni di pausa e lavoro prima di iniziare l’università, e a me sembra una cosa giustissima.
…poi si parlava di freddo, di sole che non c’è, di sistema sociale eccetera… e mi sono di nuovo convinta che voglio andare in Svezia… e d’inverno! Spero questo.

Poi questo tipo, Kim, era proprio carino… perchè ha vissuto un anno in Messico e ha la ragazza li, che tra un mese andarà a studiare in Svezia e non si vedono da un casino e mi faceva tenerezza… poi diceva che la famiglia di lei lo odia perchè andranno a vivere insieme senza sposarsi… e diceva anche che in Svezia è abbastanza comune mettere su famiglia senza essere sposati (con bimbi e tutto) e anche questa mi è sembrata una cosa molto tenera…

Oggi fa un freddo cane e devo uscire con la bici sgonfia e trascinarmi dalla guardia medica a farmi prescrivere la pillola, perchè a Novara non ci torno da settembre e non posso più tornarci… e devo ricominciare domani…

L’ultima simpatica e piccola novità è che ho iniziato a leggere un libro: Budapest, di Chico Buarque. E’ la storia di un brasiliano che si innamora della lingua ungherese… è scorrevole e irritante (perchè ha una donnina che si chiama Vanda e la tratta male)… però lo leggo durante le pause a lavoro.

Abbiamo una pausa di mezz’ora ogni 2 ore (è tantissimo!) infatti è una figata, perchè in nessun altro posto ti danno così tanta pausa (1 ora e mezza su otto ore di lavoro!!!). Così in quelle mezz’ore io mi siedo in un angolino e leggo… e poi mentre lavoro posso pensare a ciò che accade nel libro e aspettare la mezz’ora dopo per andare avanti… mi piace un sacco!

Infine stasera vogliamo fare una serata cineforum e vedere Parla con lei, di Almodovar, ma ci stanno boicottando tutti!

Poi volevo aprire un sondaggio tra i miei lettori: qual’è il vostro libro preferito? oppure… che mi consigliereste di leggere?

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Oggi mi sento proprio triste.

Sono tornata da lavoro, ho fatto la doccia, poi mi sono stesa a letto ad aspettare Attilio e mi sono addormentata.

Avevo voglia di fare cose stupide: la spesa, comprare un libro, chiaccherare un po’ con Pulcino…

…quando è arrivato dormivo. Mi ha sautata ed è andato in cucina a mangiare. Io sono rimasta sola a letto.Volevo vestirmi e mettermi la camicia che oggi avevo immaginato di mettermi (sentirmi brutta 8 ore al giorno mi fa venire voglia di sembrare un po’ più carina del solito il resto del tempo… anche se a me non riesce)… ma ero tanto stanca e quasi non avevo la forza di alzarmi. Poi pensavo che se rimanevo un po’ a letto non cambiava niente…

…poi mi sono accorta che potevo rimanerci anche tutto il giorno a letto… che non ho nulla di speciale da fare… e allora mi sono sentita tristissima e ho cominciato a piangere perchè mi è sembrato tutto incredibilmente vuoto…
…e questo vuoto mi avvolge, lo vedo dappertutto… mi ci perdo… mi toglie energie…

E’ come se è da mesi che cazzeggio e non faccio nulla di speciale, ma ora che lavoro (e che metto soldi da parte!) sento che devo avere una ragione per farlo. E poi mi sono accorta che oggi a lavoro ho passato quasi tutto il tempo ad aspettare che la mattinata finisse e poter tornare a casa… ma a casa non avevo nulla da fare!

La cosa strana è che io e Attilio siamo in due stati d’animo opposti. Lui è contento e pieno di energie… io lo definirei: in divenire… da lezioni private di matematica e ci si diverte, oggi ha fatto un colloquio, sta scrivendo al tesi… e tutto questo mi fa sentire ancora peggio. Cioè, non che lo voglio triste e depresso… ma è come se mi sentissi che sono rimasta indietro… che lui ha trovato la sua strada, quello che vuole fare… e io sono qui, inerme, in balia delle cose… e poi tutti i suoi progetti seri sono al singolare e riguardano lui…

E così mi sembra tutto irraggiungibile e non so più cosa voglio per me… e mi sembra di stare qui ad aspettare che il tempo passi… ma passi per cosa se non c’è nulla che aspetto?

E poi l’università… ma non ho prioprio voglia di studiare… il solo pensiero mi rattrista tantissimo… vedo la laurea come una cosa lontanissima… e mi sembra che studiare sia una cosa quasi un po’ senza risultati… è un problema troppo grande per essere affrontato… e allora preferisco ascoltare musica o vedere un film. Noooo, non voglio affrontarlo, sono gia abbastanza triste e demotivata così… (per non parlare delle mie colleghe tristi, che hanno iniziato l’università e non l’hanno finita e ora fanno le operaie… e la paura di finire come loro…) (per non parlare che una che fa l’operaia non suscita interesse a nessuno… che non ha nulla da raccontare, che diventa noiosa… come la donnina di “una donna spezzata”)

E poi mi sento un po’ fuori dal mondo… oltre a Pulcino frequento Alice e i nostri ospiti e la mia vita finisce qui. E’ triste tristissima…

Ci penso e ho solo voglia di piangere…

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…oggi

Sì, confermo, sono andata a lavorare, alla fine. Il posto è lontanissimo, 45 minuti seri in bici, ma forse ho trovato una ragazza che mi da un passaggio. Ora ho tanto tanto sonno e voglia di dormicchiare e stasera io e Pulcino andiamo a mangiare in mensa e poi dai due tipi slovacchi che abbiamo ospitato qui e che compiono gli anni lo stesso giorno e sono fidanzati… che carini!

Cmq… in questi giorni sfioro momenti di profondissima depressione e schifo per la vita… a momenti simpatici e sorridenti, in cui alla fine mi sembra tutto normale e rassicurante, basta che ci sia Pulcino a farmi sorridere.

Poi ho scritto un’email alla Wanda, lei mi ha risposto e ho tanta tanta voglia di vederla…
Oggi amo: le donnine gracili che indossano scarpe piccole e basse tipo ballerine, con pantaloni stretti alla caviglia e ampie giacche…

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(l’ho scritto ieri)

Oggi volevo tornare a casa… a casa di Novara… è da un bel po’ che non ci vado… dall’inizio di settembre. E c’ero stata tre giorni, soltanto, con Attilio.

Ma col mio stupido e imperfetto tempismo inizio a lavorare proprio domani. Un po’ mi viene da essere contenta. E’ quello che volevo da un bel po’… un lavoro come questo. Industria metalmeccanica, turni in fabbrica.

Forse finalmente riuscirò a realizzare due cose che mi prefiggo da tanto: la totale indipendenza economica dalla mia famiglia e mettere da parte qualche soldino, per qualsiasi cosa ci riservi il futuro
(un biglietto aereo per il sud america?)
(un lungo viaggio?)
(un giro per ecovillaggi?)
…bho…

Però accanto alla consapevolezza che alla fine sono contenta… sento gia addosso una specie di malinconia. Quella sensazione di quando ero in giro con Marco e dovevo andare a lavorare (quando lavoravo alla Pavesi). Che la tua vita in quel momento dovrebbe continuare… e invece vendi un po’ del tuo tempo per rinchiuderti in frabbrica, mentre gli altri vanno in giro, vanno a lezione, fanno tutte le normali cose…

Ad esempio il 4 c’è una manifestazione a Roma contro il precariato. E il prossimo week-end si andava a Bagnaia, un villagio ecologico e se ne parla da un sacco e ho davvero voglia di andarci… ma se lavoro… come faccio?

Così mi rattrista un po’ questo perdere il controllo della mia vita.

Poi è strana la mia percezione del mondo: quando sono senza soldi mi da tantissimo fastidio doverli chiedere e vengo trattata come una sanguisuga… poi in questi momenti mi viene da pensare che alla fine i soldi non sono tutto e che se ne può anche fare a meno.
L’ultima riflessione un po’ scazzata è la differenza tra stipendio lordo e stipendio netto, visto che quando ti informano sulle paghe parlano sempre di stipendi lordi, ma poi ti tolgono proprio un sacco di soldi… credo tipo il 25%.

Cosa vedo attorno a me ora? Una specie di periodo un po’ grigio ad attendermi, in cui mi consolerò con le piccole gioie della vita, tipo guardare film o i crauti che mi sono mangiata oggi pomeriggio (che buoniii! a Pulcino fanno schifo).

In più mi sto ammalando, ho tosse e raffreddore… sì, proprio adesso che comincio a lavorare!!!

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ho sognato…

che incontravo la melissa e poi… solo poi mi accorgevo che non aveva più la pancia e mi diceva che aveva un bambino.

poi ho sognato di stare a casa di attilio che non era casa di attilio. dovevo togliermi le lenti e le mettevo nel suo contenitore per lenti, ma c’erano le seu lenti dentro, che cadevano nel lavandino e si seccavano e io mispaventavo tantissimo.

poi veniva mio pap, con la giacca invernale, a casa di atilio a prednermi. andavamo davanti a un lavandino con specchio dove, non sò perchè, dovevo togliermi le lenti, e imprecavo perchè la luce non funzionava, e non mi accorgevo che in casa c’erano anceh i genitori di attilio.

poi stavamo in cucina assieme e io conoscevo il papà di attilio. io l’ho conosciuto in realtà, ma nel sogno ero convinta che l’altra volta che ero stata a bari non l’avevo conosciuto perchè non c’era e che lo conoscevo per la prima volta e nel mio sogno era alto alto e pelato e sembrava non so quale attore e glielo dicevo.

ma poi viene il pezzo allucinante del mio sogno: mesi o anni fa ero stata, sempre in unsogno, con marco in una città immaginaria, in una specie di luna park e poi in un mercato.

bhè in questo sogno tornavo nello stesso mercato, esattamente lo stesso del sogno precedente (completamente inventato) e ci andavo con attilio, e io gli dicevo che lo conoscevo, che c’ero gia stata, potevo fargli da guida.

ora sono sveglia e ho parlato al telefono con papà poco fa. mi ha detto che la melissa ha partorito ieri.

che buffa coincidenza, proprio ieri notte parlavo e litigavo con attilio sul fatto che le cose non accadono per caso.

ho scritto tutto con le minuscole apposta perchè oggi mi piace così e non so perchè.

poi ho trovato lavoro in fabbrica.

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